Calcio

La nazionale di Matthäus e Van Basten

Il 16 gennaio del 1991 si chiudeva a Napoli la storia della rappresentativa di Lega, idea che nonostante i campioni schierati non conquistò il pubblico e che con l'affollamento dei calendari sarebbe stata accantonata...

La Nazionale della Serie A, con i migliori italiani e stranieri convocabili, non è soltanto un discorso da bar ma in passato è stata anche una realtà. Con la sua comparsa sulla scena nel 1960, per volere di Giuseppe Pasquale, presidente dell'allora presidente della Lega Nazionale Professionisti, che all’epoca comprendeva anche la serie B. Una storia travagliata, nonostante i calendari di una volta fossero meno intasati di quelli di oggi, ed una fine rimasta nella memoria di chi c’era, dal vivo o davanti a Rai 1: il 16 gennaio 1991, trent’anni fa, al San Paolo di Napoli, sfida alla Lega inglese.

La speranza del presidente della Lega, Luciano Nizzola, era che giocando a Napoli si riuscisse a mettere in campo Maradona, ma quel Diego crepuscolare e mezzo infortunato, per tacere degli altri problemi, si chiamò fuori da una partita che non sentiva nonostante i buoni ricordi che gli risvegliavano gli inglesi e nonostante alla precedente convocazione (Milano 1988, contro la Polonia, in panchina Sacchi) avesse risposto di sì. Posticipò il suo rientro da Buenos Aires, come accadeva sempre più spesso. La nazionale della Serie A fu affidata comunque all’allenatore del Napoli campione d’Italia e Bigon fu autorizzato a convocare tutti gli stranieri che voleva, più gli italiani della Serie A con l’eccezione di giocatori facenti parte del giro della Nazionale di Vicini.

Anche senza Maradona la formazione messa in campo da Bigon fu comunque notevole: Giovanni Galli, Garzya, Aldair, Pin, Benedetti, Jozic, Alessandro Bianchi, Mikhailichenko, Careca, Matthäus, Van Basten. Nel corso della partita sarebbero entrati Taffarel, Branco, Minotti, Lentini, Simeone e Di Canio. La Football League era ben lontana dalla Premier League di oggi, come potenza finanziaria, ed i suoi stranieri nella squadra di lega erano Ian Rush, Limpar e Hysen: la stella era quindi indubbiamente John Barnes, insieme a Wright e McMahon. Finì 3-0 per la Lega italiana, con con di Van Basten e Careca nel primo tempo e di Simeone nel secondo.

Colpì comunque lo scarso interesse, circa 10.000 spettatori e quasi tutti con biglietti omaggio distribuiti nelle scuole, per una squadra che bene o male rappresentava l’Italia e che soprattutto schierava non solo il centravanti del Napoli, ma anche gli ultimi due Palloni d’Oro. Come se oggi venisse snobbata un’amichevole con in campo Messi e Cristiano Ronaldo. All’inizio degli anni Novanta i calendari stavano cominciando ad diventare insostenibili e nessuno osò più parlare di Nazionale di lega, anche se l’idea è rimasta affascinante e potrebbe un domani tornare d’attualità.