Calcio

L'urlo europeo di Tardelli

© Getty Images

Quaranta anni fa un gol del centrocampista diede all'Italia la vittoria contro l'Inghilterra di Keegan, che lui fra l'altro marcava. Grande esultanza, che due anni dopo sarebbe stata ancora più bella...

Nell’esultanza di Marco Tardelli dopo il gol alla Germania Ovest nella finale del Mondiale 1982, il celeberrimo urlo, ci sono tutti gli anni Ottanta e anche una discreta parte della storia italiana. Ma questo non deve far dimenticare quello che potremmo difinire il pre-urlo, cioè il gol della vittoria all’Inghilterra all’Europeo del 1980. Una delle poche buone notizie per il calcio italiano in quell’anno segnato dal calcioscommesse.

15 giugno 1980, Stadio Comunale di Torino, uno dei pochi in cui l’Italia di Bearzot possa giocare senza essere fischiata (bisogna ricordarlo) e nemmeno sempre, perché a volte il pubblico di fede granata prende di mira le scelte del commissario tecnico che nella sostanza ha portato in nazionale buona parte della Juventus. L’Italia e l’Inghilterra allenata da Ron Greenwood sono già all’ultima spiaggia dopo i pareggi nelle rispettive partite di esordio (con Spagna e Belgio) e la vittoria del Belgio sulla Spagna nel pomeriggio: non ci sono infatti semifinali, alla finale vanno direttamente soltanto le prime dei due gironi di un Europeo a 8 squadre.

La tensione è altissima, si è nel pieno del dominio dei club inglesi in Europa e si viene da mesi in cui si è parlato soltanto del calcioscommesse, che ha tolto agli azzurri Giordano e soprattutto Paolo Rossi. Fa un po’ tenerezza ricordare il consueto dibattito sulle marcature che alla fine porta Bearzot a mettere Collovati su Birtles e Gentile su Woodcock. Poi Oriali su Coppell, Benetti su Kennedy e la mossa da copertina, Tardelli su Kevin Keegan.

L’Italia gioca bene, è senz’altro una delle migliori partite del decennio di Bearzot, e sfiora il gol più volte con Bettega e Graziani, anche se le due occasioni più clamorose capitano sui piedi di Scirea. Quando la partita si apre fa ottime cose anche l’Inghilterra, fra il palo di Kennedy e un’occasione per Keegan sventata da Zoff. Tardelli fa grandissima fatica a controllare il Pallone d’Oro dei due anni precedenti, viene ammonito e viaggia sul filo di un’espulsione che Rainea non gli infligge mai, al punto che a Keegan saltano i nervi e fa più volte all’arbitro rumeno il segno dei soldi, come a dargli del corrotto. Rainea sarà l’arbitro anche di Italia-Argentina al Mondiale 1982, con Maradona trattato più o meno come Keegan…

Comunque all'80' la storia dell’Europeo italiano ha una svolta perché Graziani va via di potenza sulla sinistra e crossa per Tardelli, che di destro batte Shilton e si scatena in un’esultanza selvaggia che rivedremo, amplificata, due anni dopo. L’Italia non andrà lo stesso in finale, perché il pareggio con il Belgio le darà solo quella per il terzo posto con la Cecoslovacchia, ma dà un grande segnale di vita nel momento più buio del suo calcio.