Calcio

Il Milan in Serie B

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La sentenza con cui il Milan fu retrocesso per il calcioscommesse del 1980 fu parzialmente inaspettata. La rovina rossonera non furono tanto i calciatori inseriti nel giro, quanto l'ingenuità del loro presidente Felice Colombo...

La retrocessione del Milan in Serie B, per il calcioscommesse, fu decretata nelle prime ore del 18 maggio 1980, a notte fonda, dalla commissione disciplinare della Lega Calcio. Che in riferimento a quel famoso Milan-Lazio del 6 gennaio condannò alla radiazione i portieri Albertosi e Cacciatori e il presidente del Milan Felice Colombo e squalificò fino alla fine del 1981 Giordano e Manfredonia. La Lazio in relazione a quella partita se la cavò con una multa di 10 milioni di lire, mentre qualche giorno più tardi avrebbe avuto sempre in primo grado 5 punti di penalizzazione (che significavano retrocessione in B, vista la classifica reale) per Lazio-Avellino. In appello i danni per la Lazio sarebbero peggiorati, ma torniamo al caso Milan.

Che nel 1979-80, la prima stagione dopo il ritiro di Rivera giocatore, aveva chiuso il campionato da terzo in classifica, dietro all’Inter e alla Juventus. Perché il club rossonero fu trattato con tanta severità, visto che le previsioni alla vigilia del processo sportivo erano quasi tutte centrate su una penalizzazione, anche pesante, ma non certo sulla Serie B? Fu decisivo il ruolo di Colombo, che aveva dato a Cruciani (un commerciante di frutta che raccoglieva le puntate dei calciatori) venti milioni di lire in contanti, ancora con le fascette della banca (!), tramite Giorgio Morini, all’epoca giocatore del Milan e conoscente di Cruciani. La versione di Colombo è che avesse ceduto a un ricatto, per evitare che intorno al Milan scoppiasse uno scandalo, mentre quella dell’accusa era che il presidente rossonero, pur non scommettendo, avesse in fondo accettato la combine che i giocatori della Lazio avevano messo in piedi con Albertosi (il Milan vinse 2-1: doppietta di Chiodi e gol di Giordano nel finale).

Per Colombo un aggravante fu anche l’aver mentito nella sua prima deposizione presso la giustizia sportiva, poi smentita davanti a quella ordinaria. Più o meno lo stesso discorso per Albertosi, che aveva professato la sua innocenza anche davanti ai telespettatori della Domenica Sportiva. Portiere e Morini a parte (ma in appello sarebbe stato condannato anche Chiodi), si può dire che il Milan fosse dentro al totonero meno di altre squadre di Serie A e di sicuro moltissimo meno della Lazio, ma il comportamento di Colombo lo rovinò. Un comportamento non ancora storicizzato, a 40 anni di distanza, un misto di ingenuità e di senso di impunità: per molti milanisti è il presidente della stella, per altri quello della Serie B ex aequo con Giussy Farina. Il calcio propone spesso coincidenze incredibili, fra queste che Berlusconi abbia acquistato il Monza proprio da Colombo. Ma in questo caso la B sarebbe una promozione.