Calcio

La maggiore età di Franco Baresi

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Il grande libero del Milan e della Nazionale compie 60 anni e la sua carriera è un pretesto per ricordare il contesto che gli consentì di emergere...

I sessant’anni di Franco Baresi sono l’occasione per celebrare la carriera di un campione, ma anche per riflettere sul contesto in cui i Baresi e altri del suoi livello sono emersi. In altre parole: quanti allenatori diversi da Liedholm e Mihajlovic lancerebbero da minorenni, nel Milan e in Serie A, Baresi e Donnarumma? Certo il calcio italiano del 1978 era autarchico, ma è anche vero che le rose erano ristrettissime e non soltanto perché in panchina andavano tre giocatori, quindi i giovani trovavano comunque poco spazio e lo stesso Baresi quel 23 aprile 1978 a Verona fu buttato nella mischia non per scelta tecnica di Liedholm ma perché contemporaneamente erano assenti Turone, squalificato, e Collovati e Maldera, infortunati. Tanto è vero che nelle altre 29 partite di quel campionato il pur promettente Baresi non andò mai nemmeno in panchina.

La musica cambiò nell’estate del 1978, quando in maniera tuttora inspiegabile (sarebbe dovuto andare al Napoli come parziale contropartita per Savoldi) Turone fu ceduto al Catanzaro e il club presieduto da Felice Colombo non riuscì a rimpiazzarlo, anche perché tutti i soldi erano stati spesi per giocatori di altri reparti: De Vecchi dal Monza, Chiodi dal Bologna, soprattutto Novellino dal Perugia. Liedholm non la prese bene e nel ritiro di Vipiteno iniziò a fare esperimenti tattici quasi provocatori e addirittura in qualche amichevole estiva fece giocare da libero Bigon, che era sì un giocatore eclettico ma certo non un libero. Liedholm nel suo stile spiegò che Bigon libero lo si era già visto nel Foggia di Maestrelli e anche nello stesso Milan, anche se nessuno osò chidergli quando. Ma aveva già messo gli occhi su Baresi, lo avrebbe lanciato in ogni caso perché era impossibile non accorgersi di lui.

Certo quel Milan che avrebbe vinto lo scudetto della stella aveva gli uomini contati, anche per i canoni dell’epoca, al punto che quando Bet ebbe un attacco di sciatica a fare coppia con il diciottenne Baresi fu un altro diciottenne del vivaio (non ancora definito dai media ‘cantera’, con estrofilia da poveracci), Alberto Minoia. Accadde a Bergamo, contro l’Atalanta di Pizzaballa e Prandelli allenata da Titta Rota, e i due ragazzi fecero benissimo in una squadra che era già in testa alla classifica. Minoia sarebbe presto tornato in panchina o in tribuna, e nel 1982 avrebbe lasciato il Milan, mentre Franco Baresi sarebbe diventato Franco Baresi. Poche settimane dopo quel Milan affrontò la Juventus e Scirea disputò una partita delle sue, ma alla fine non parlò di sé: “Ho giocato bene, ma il libero del Milan anche meglio. Mi ricorda Beckenbauer”.