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Quando Agnelli annunciò Maifredi

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Trent'anni fa, durante l'intervallo di un Lazio-Ascoli, l'Avvocato ufficializzò quella che per la Juventus sarebbe dovuta essere una svolta soprattutto culturale...

Gigi Maifredi allenatore della Juventus. Proprio trent’anni fa, il 14 aprile 1990, i tifosi bianconeri sentirono Gianni Agnelli ufficializzare ciò che era nell'aria da settimane e che veniva tenuto nascosto per non turbare Zoff e la squadra in un finale di stagione ancora aperto. Quella domenica l’Avvocato non era a Cesena, dove giocava una Juventus (fra l’altro quel Cesena era allenato da Marcello Lippi) che non lo divertiva più da tempo, ma si trovava a Roma e nell’intervallo di Lazio-Ascoli, al Flaminio per i lavori di Italia '90, spiegò senza problemi che Maifredi sarebbe stato l’allenatore della Juventus 1990-91. Di più Agnelli rivelò anche che l’accordo con l’allenatore del Bologna di Gino Corioni risaliva addirittura a due anni prima.

Di sicuro con Giampiero Boniperti ancora in carica nemmeno Agnelli si sarebbe permesso di parlare con tanta leggerezza di un'operazione di mercato così importante. Ma Boniperti si era dimesso il 5 febbraio, dopo 19 anni al vertice del club, per diventare dirigente della Nazionale (sarebbe poi stato capodelegazione al Mondiale del 1990) e preparare con calma il suo grande ritorno-vendetta che sarebbe avvenuto l’anno successivo. In quei mesi alla Juventus ci fu quasi un vuoto di potere, in attesa dell’arrivo ufficiale di Montezemolo, ancora impegnato con Italia ’90, ma questa situazione non impedì a Zoff e a quella che era comunque una buona squadra di conquistare la Coppa Italia, il 25 aprile, andando a battere a San Siro il Milan campione d’Europa con un gol di Galia, e la Coppa UEFA tre settimane dopo superando in finale la Fiorentina di Roberto Baggio, che insieme a Maifredi sarebbe stato l’uomo simbolo della stagione juventina successiva. Stagione ricordata negativamente ma che per tre quarti, fino allo scontro diretto, fu simile a quella della Sampdoria poi campione d'Italia.

Significativo è in ogni caso che Agnelli avesse detto che l’accordo con Maifredi c’era già praticamente dall’inizio dell’era di Zoff allenatore, nel 1988, come ad ammettere che la Juventus aveva in ogni caso deciso di derogare dalla sua linea di allenatori aziendalisti, per seguire la moda del tecnico-guru che al Milan di Sacchi (ma soprattutto di Berlusconi, Galliani, Baresi, Maldini, Donadoni, Van Basten, Gullit…) aveva funzionato e che avrebbe indotto all’ìmitazione altri grandi club. Una scelta che fece anche capire a Boniperti che il suo tempo era scaduto. Di certo la notizia e la modalità, durante una partita non della Juventus e non certo la finale mondiale, diedero un dispiacere a Zoff. Che però con la Juventus dei Rui Barros e degli Alejnikov, ma anche dei Casiraghi e degli Schillaci, si portò a casa due coppe che tanti altri allenatori nella stessa situazione psicologica non avrebbero conquistato.