Calcio

Le estati di Gigi Riva

La nomina a presidente onorario del Cagliari è il degno finale di una grande storia, resa ancora più forte dalle tante volte in cui il campione è stato vicinissimo a lasciare la sua squadra...

Gigi Riva presidente onorario del Cagliari è un cerchio che si chiude, una meravigliosa storia che non è stata soltanto una storia di calcio ma anche d’amore, per la Sardegna prima ancora che per la squadra. E come tutte le storie d’amore ha avuto alti e bassi: stracelebrati e straraccontati gli alti, ci sembra giusto ricordare anche i bassi e cioè le tante volte in cui Riva è stato sul serio sul punto di lasciare il Cagliari, dove era arrivato nell’estate 1963 dal Legnano, a 19 anni non ancora compiuti.

La prima delle tante estati di Gigi Riva, in cui i tifosi di diversi club hanno sognato di avere in formazione il più forte attaccante italiano di sempre insieme a Meazza, è quella del 1966. Il calciomercato, prima della sfortunata spedizione azzurra al Mondiale inglese, ha Riva come pezzo pregiato. Un Riva che fra l’altro è stato convocato da Fabbri per la preparazione, anche se poi non entrerà fra i 22. Lo vogliono Juventus, Milan e Bologna, ma non può non inserirsi l’Inter di Angelo Moratti che ha appena vinto il terzo scudetto del suo ciclo e che non può rinforzarsi sul mercato straniero (le frontiere furono chiuse prima della Corea). Moratti ha già il sì del Cagliari e di Riva, quando arriva il no di Herrera che invece di Riva vorrebbe Pascutti… L’ultimo giorno di mercato il Milan offre 500 milioni di lire, ma il Cagliari rifiuta. Da lì nasce la leggenda che Riva sia di proprietà dell’Inter, che su di lui ha però soltanto un diritto di prelazione dai contorni mai totalmente chiariti. Di sicuro Riva non è soddisfatto e continua a chiedere aumenti di ingaggio al presidente Enrico Rocca.

Nell’estate del 1967 a farsi avanti per primo è il Napoli, che offre gli stessi 500 milioni del Milan. La situazione finanziaria del Cagliari è pessima, ci sono da trovare 80 milioni in tempi brevi e una sottoscrizione per così dire popolare è un mezzo fallimento: la Sardegna pare non avere tutta questa voglia di tenere Gigi Riva. Si fa avanti anche la Juventus e si mette d’accordo con il vicepresidente Andrea Arrica, vero factotum del club, ma proprio quando il Cagliari sta per cedere, con Riva non troppo convinto di partire, arriva un misterioso finanziamento-aumento di capitale di 140 milioni di lire, che consente ancora una volta di tenere il campione. Dopo qualche giorno si scopre tutto: l’operazione è stata ideata da Paolo Marras, amministratore delegato della Cartiera di Arbatax, che ha messo in piedi una cordata di una ventina di aziende, fra le quali la Saras dei Moratti. Riva, reduce dal primo dei suoi due terrificanti infortuni, rimane senza problemi ma è molto onesto in varie interviste, affermando di essere un professionista e di avere il diritto di guadagnare di più se un altro club gli offrirà più del Cagliari.

L’estate del 1968 è quella del vittorioso Europeo e sembra anche quella del passaggio di Riva all’Inter. Che evidentemente non lo controlla, visto che il Cagliari dice no ad una offerta neroazzurra di 700 milioni di lire, oltre che ad una del Milan pare anche superiore (da ricordare che all'epoca il giocatore poteva essere ceduto anche contro la sua volontà). Va detto che l’Inter non è più dei Moratti, ma è appena passata a Fraizzoli, quindi il legame con il Cagliari non esiste di fatto più. Si interessa della questione Riva anche Gianni Agnelli, muovendo le sue leve, ma ancora una volta il Cagliari di fatto gestito da Arrica trova in extremis i soldi per pagare i debiti, aumentare l’ingaggio a Riva e avere qualche mese di ossigeno: si tratta di 250 milioni, frutto di un contributo straordinario della Regione.

Si arriva così agli anni del grande Cagliari, quelli di uno scudetto sfiorato e di un altro conquistato, con Riva che è il più pagato giocatore d’Italia ed il leader di una squadra piena di ottimi elementi tenuti insieme dalla saggezza di Scopigno, tutt’altro che una provinciale che fa il miracolo. E al di là delle bufale di mercato, di Riva via da Cagliari e dal Cagliari non si parla seriamente più fino all’estate del 1972, quando Juventus e Inter si interessano di nuovo al campione, un po’ declinante e sempre meno soddisfatto del Cagliari. Che per tenerlo vende mezza squadra e si ridimensiona ulteriortemente, con il risultato che Riva nel 1973 dichiara ufficialmente di volersene andare perché ritiene chiuso il suo ciclo al Cagliari. L’Inter propone uno scambio con Boninsegna, la Juventus arriva a valutarlo un miliardo inserendo nell’operazione anche Gentile e il prestito di Bettega.

Con Boniperti ormai sicuro del colpo arriva però il rilancio di Arrica, diventato nel frattempo presidente, che fra giocatori e soldi chiede adesso quasi due miliardi (quelli che due anni dopo saranno spesi da Ferlaino per Beppe Savoldi, per l’eternità ‘Mister due miliardi'). La Juventus però è decisa ed accetta: Riva è suo. E non è difficile trovare giornali dell’epoca che diano la notizia per ufficiale. A questo punto tornano in scena i tifosi del Cagliari: non la maggioranza silenziosa, che ha capito la fine del ciclo di Riva, ma una minoranza di esagitati che minaccia di mettere bombe e di farla in qualche modo pagare ai dirigenti del Cagliari, anche con rapimenti. Siamo nel 1973 e le minacce vengono prese sul serio.

Alla fine Riva rimane, ma da separato in casa. Medita un clamoroso ritiro, a 29 anni, poi torna in un Cagliari senza alcuna ambizione. Altre offerte di Inter e Milan, dopo il Mondiale tedesco del 1974, e una polemica continua con il suo club. Ad un certo punto l’Aga Khan sembra intenzionato a comprare il Cagliari e a rilanciarlo, ma non se ne fa niente. Nel 1975 ultima offerta di Boniperti, fra l’altro Riva sembra in difficoltà finanziarie con la sua concessionaria Alfa Romeo, dove ha problemi con i soci. Insomma, sarebbe la situazione buona per un ultimo grande contratto. Ma alla fine è proprio Riva che non se la sente di abbandonare il suo ambiente. Si ritirerà dal calcio giocato meno di un anno dopo. In definitiva, non è giusto dire che Riva abbia sempre giurato al Cagliari amore eterno e non abbia mai tentato di andarsene. Però amore eterno è stato.