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La ricostruzione di Mancini e Bernardini© LAPRESSE

La ricostruzione di Mancini e Bernardini

La Nazionale italiana si trova in una situazione molto simile a quella del 1974, con la necessità di un ricambio generazionale senza però che una nuova generazione sia apperentemente pronta. La storia insegna che tutto si costruisce per gradi... 

Stefano Olivari

11 settembre 2018

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La Nazionale in versione sperimentale vista contro Polonia e soprattutto Portogallo, con 9 titolari su 11 cambiati rispetto alla partita precedente, ha ricordato a molti le prime nazionali di Fulvio Bernardini quando nel 1974 il grande allenatore romano fu chiamato dalla FIGC in uno dei momenti peggiori del calcio italiano, dopo il fallimento del Mondiale 1974 (con gli occhi di oggi quasi un trionfo, visto che ci eravamo qualificati per la fase finale a 16 squadre…) e con una generazione gloriosa da mandare in pensione, da Mazzola a Rivera. Il tutto senza giovani di talento, almeno sulla carta, su cui ricostruire. Con il senno di poi sappiamo che il lavoro di Bernardini avrebbe portato all’Italia di Bearzot, ma è appunto il senno di poi.

Con quello di prima ricordiamo un allenat

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