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Godin-Gimenez, la coppia d'oro di Tabarez© Getty Images

Godin-Gimenez, la coppia d'oro di Tabarez

Uruguay-Egitto è stata decisa da un gol di testa del più più giovane dei centrali dell'Atletico Madrid, che a 23 anni ha già alle spalle una carriera lunghissima e piena di successi. Certo non ha dovuto vedersela con Salah, che Cuper a sorpresa ha lasciato in panchina...

Redazione

15 giugno 2018

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Da almeno tre anni, cioè da quando Miranda è andato all’Inter lasciandogli spazio, José Gimenez forma con Diego Godin la più forte coppia di difensori centrali del mondo. Senza se e senza ma, anche se l’Atletico Madrid e l’Uruguay hanno riscontri mediatici inferiori ad altre realtà, come è tristemente logico per chi ha come vicini di casa Real Madrid, Brasile e Argentina. Il gol di Gimenez all’Egitto ha deciso al 90’ una partita che gli uomini di Tabarez hanno strameritato di vincere, con Suarez che si è divorato almeno tre grosse occasioni e Cavani che ha giocato bene ma fra palo e altro non ha mai trovato la situazione giusta.

I finalisti della Coppa d’Africa dell’anno scorso (battuti dal Camerun di Broos) erano azzoppati dall’assenza di Salah, che Cuper ha gestito per le partite che decideranno il futuro dell’Egitto, quelle con Russia e Arabia Saudita: gli stava andando di lusso anche in questa, fra catenaccio e ripartenze veloci, ma alla fine è stato quasi scontato che la Celeste con i suoi tanti colpitori di testa pescasse prima o poi il jolly. Diciamo che Cuper ha gestito Salah, ma la stella del Liverpool non sembrava troppo contenta della panchina e del resto alla vigilia lo stesso ‘Hombre vertical’ (un po’ meno vertical dopo ciò che è venuto fuori sul suo conto, come consulente di alcuni scommettitori napoletani) aveva dato per sicura la presenza di Salah. Con gli spazi lasciati dall’Uruguay il vero Salah avrebbe messo in difficoltà anche mostri come Godin e Gimenez più di quanto abbiano fatto Trezeguet e Mohsen, ma è probabile che il vero Momo non fosse ancora a disposizione.

Ma dicevamo di Gimenez, che a 23 anni ha già una carriera lunghissima alle spalle: titolare della Celeste già a Brasile 2014, era in campo contro gli azzurri nella partita che rappresentò il capolinea dell’era Prandelli. A fianco di Godin, ovviamente, che segnò di testa il gol della vittoria contro un’Italia in dieci per l’espulsione di Marchisio e che finì la partita con il solo Cassano come giocatore offensivo (tanto per ricordare che i nostri problemi vengono da lontano). C’era anche buona parte dell’Uruguay visto ad Ekaterimburg: da Suarez a Muslera, da Cavani a Cristian Rodriguez, per non citare un Tabarez senz’altro più in forma di quello che è arrivato in Russia: impossibile non tifare per lui dopo averlo visto sedersi in panchina a fatica, reggendosi alle stampelle e cercando di rendere la sua grave malattia un punto di forza per i suoi.

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