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I grandi esclusi dei nostri Mondiali© Getty Images

I grandi esclusi dei nostri Mondiali

A poche ore dall'ufficializzazione dei 23 per le squadre di Russia 2018 andiamo con la memoria agli ultimi tagli di Bearzot nel 1982 e di Lippi nel 2006. Sperando che anche Mancini per il Qatar abbia gli stessi problemi...

Stefano Olivari

3 giugno 2018

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A poche ore dall’ufficializzazione dei 23 convocati per ognuna delle 32 nazionali di Russia 2018 bisogna essere solidali con i tanti esclusi dell’ultimo momento, a prescindere dal loro livello tecnico. Vale per le favorite, perché il pensiero di perdere il treno per la storia è un qualcosa che avvelena una carriera, ma anche per quei paesi in cui la partecipazione alla fase finale è una valore in se. Siccome fra poco non parleremo più di Italia, visto che ci occuperemo soltanto del Mondiale che sta per iniziare, per quanto riguarda i grandi esclusi andiamo quindi con la memoria agli azzurri del 1982 e a quelli del 2006.

La lista ufficiale dei preconvocati di Bearzot era di 40 elementi, con i 22 che però erano ben chiari nella testa del commissario tecnico già mesi prima del torneo in Spagna. Nonostante le campagne mediatiche anche martellanti, di solito dettate dal marketing editoriale locale, la linea di Bearzot fu quella di effettuare gli ultimi tagli soltanto in base agli infortuni e a scadimenti di forma gravi. Abbiamo detto ‘gli infortuni’ ma dopo il recupero di Antognoni in seguito allo scontro con Martina in realtà l’infortunio era uno solo, quello che aveva tolto dal campo Roberto Bettega nella partita di Coppa Campioni contro l’Anderlecht, 6 mesi prima quel 17 maggio in cui vennero decisi i 22. L’attaccante della Juventus tolse il gesso alla gamba sinistra proprio quel giorno, poco dopo i festeggiamenti per il ventesimo scudetto bianconero, e fu subito chiaro tutto. Così Bearzot convocò come portieri Zoff, Bordon e Galli lasciando a casa Castellini e Tancredi. In difesa Gentile, Cabrini, Scirea, Franco Baresi, Collovati, Bergomi e Vierchowod, escludendo (parliamo sempre del listone dei 40) Tassotti, Giuseppe Baresi, Contratto e Marangon. A centrocampo in Spagna Antognoni, Massaro, Tardelli, Oriali, Marini e Dossena, a casa Zaccarelli, Pecci, Di Bartolomei, Colomba, Marchetti e Beccalossi. In attacco, dove c’era l’unico reale dubbio, i convocati furono Causio, Conti, Graziani, Paolo Rossi, Altobelli e Selvaggi, che entrò quindi al posto di Bettega, escluso insieme a Marocchino, Mauro, Bivi, Bagni e Pruzzo. Da ricordare che all’epoca Zaccarelli, classica mezzala, aveva già iniziato il suo arretramento che lo avrebbe portato ad essere un ottimo libero e che Bagni era considerato un tornante con caratteristiche offensive, quasi un attaccante, prima che Marchesi lo trasformasse in un centrocampista.

Meno polemiche generarono le esclusioni di Lippi il 15 maggio del 2006, quando annunciò i 23 per il Mondiale in Germania, anche perché non c’era un listone da cui escludere qualcuno ma soltanto alcuni dubbi da chiarire. Il dubbio principale, va ricordato, era Buffon: non per Calciopoli ma perché era coinvolto in un’indagine per scommesse da cui sarebbe uscito sostenendo che aveva puntato, sì, ma solo su campoionati stranieri e fino al 2005 (quando non era ancora vietato). Lippi lo portò lo stesso, insieme a Peruzzi e Amelia, lasciando a casa De Sanctis. In difesa Zambrotta, Nesta, Cannavaro, Oddo, Grosso, Barzagli, Zaccardo e Materazzi, escludendo Bonera, Gamberini, Panucci e Diana. A centrocampo Pirlo, De Rossi, Gattuso, Camoranesi, Perrotta e Barone, lasciando a casa Semioli e Liverani. In attacco in Germania si andò con Totti, Del Piero, Toni, Gilardino, Pippo Inzaghi e Iaquinta, quest’ultimo preferito a Lucarelli, Marchionni, Cassano, Tavano, Esposito e al semi-infortunato Vieri. Volendo stabilire una graduatoria fra gli esclusi, bisogna ricordare le 4 prime riserve (De Sanctis, Bonera, Semioli e Marchionni) scelte da Lippi e chi a inizio maggio era stato chiamato per uno stage alla Borghesiana (Gamberini, Liverani, Esposito, Tavano). Panucci e Cassano non furono mai in realtà presi inconsoderazione, mentre per Vieri decisero le condizioni fisiche. Bei problemi, che speriamo Mancini abbia nel 2022. 

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