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Mancini e il mercato dei commissari tecnici© LAPRESSE

Mancini e il mercato dei commissari tecnici

Il nuovo allenatore della Nazionale ha fortemente voluto questo incarico, al punto di avere rinunciato ai tanti soldi dello Zenit e anche a rimanere nel giro dei grandi club. Ma le rivincite da prendersi in Italia sono troppe...

Stefano Olivari

15 maggio 2018

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La motivazione è l’ultima cosa che manca a Roberto Mancini, come commissario tecnico azzurro. La stessa motivazione che forse come allenatore di club era venuta meno già da un po’. Diversamente non avrebbe rinunciato a cuor leggero a 12 milioni di euro netti per i due anni residui di contratto con lo Zenit e non avrebbe accettato dalla FIGC una cifra, 2 milioni a stagione fino al 2020 ma con rinnovo quasi automatico (legato alla qualificazione per la fase finale dell’Europeo) fino al 2022, che è esattamente la metà di quella percepita da Conte in ognuno dei suoi due anni in azzurro. Da non dimenticare che nel 2014 Conte aveva un mercato internazionale paragonabile a quello del Mancini di oggi e la FIGC non era tanto più stabile di qualle attualmente commissariata: si era appena dimesso

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