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Ventura e le intruse di Russia 2018© Getty Images

Ventura e le intruse di Russia 2018

Nonostante tutto ciò che è successo, l'Italia è la quattordicesima nazionale nel ranking FIFA. E su 32 squadre al Mondiale ci saranno ben 9 intruse, con la Russia padrona di casa che sarà la più intrusa di tutte...

Stefano Olivari

23 novembre 2017

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La pur doverosa autoflagellazione post Svezia, facilitata dal fatto di avere il minimo sindacale di orgoglio nazionale, non deve far dimenticare che l’Italia è la quattordicesima squadra del mondo. Non lo diciamo noi al bar ma lo afferma ranking FIFA appena uscito, che sarà discutibile finché vogliamo ma è comunque basato su risultati. Significativo che la Svezia sia diciottesima, in una graduatoria che non premia soltanto l’ultima impressione ma il lavoro di un quadriennio. Poi i numeri sanno spesso essere ironici, visto che gli azzurri non più di Ventura sono in risalita di una posizione rispetto al quindicesimo posto di ottobre.

Il Mondiale vuole essere, in teoria, una festa globale del calcio e non una sfilata delle migliori 32 squadre del pianeta in senso stretto, per questo ci sta che delle prime 32 nazionali stiano a casa, rispetto a Russia 2018, la bellezza di 11: Cile (decimo!), Italia, Galles (posizione numero 19), Olanda (20), Stati Uniti (24), Irlanda del Nord (24 ex aequo), Slovacchia (28), Austria (29), Paraguay (30), Irlanda e Scozia (32, ex aequo con l’Iran). In senso sportivo sono quindi 10 le intruse, anzi 9 visto che l’Iran fa parte del terzetto al trentaduesimo posto: Serbia (37),  Australia (39), Marocco (40), Nigeria (50), Giappone (55), Panama (56) , Corea del Sud (59), Arabia Saudita (63) e Russia (65). I padroni di casa, qualificati di diritto, sono quindi i più intrusi di tutti. Per loro, nona nazionale del mondo nel 2012 quando la allenava Dick Advocaat, una caduta libera iniziata con Capello e arrivata fino ai giorni nostri.

Può essere utile ricordare i criteri con cui viene compilata questa classifica: non algoritmi misteriosi ideati da Google, ma una semplice somma di due medie punti. Per ogni nazionale si prendono infatti in considerazione la media punti nelle partite giocate negli ultimi 12 mesi e la media punti nelle partite nei tre anni precedenti dando più valore al terzo anno rispetto al secondo e al secondo rispetto al primo. I punti sono per così dire ‘ponderati’ attraverso una formula. Che è la seguente: punti validi per il ranking uguale punti puri (cioè 3, 1 o 0) moltiplicati per un coefficiente di importanza della partita (dal minimo delle amichevoli, 1, al massimo dei Mondiali, 4, con vari livelli intermedi) moltiplicati per la forza dell’avversario (data dalla posizione nel ranking FIFA in quel momento) e per un coefficiente di valore della confederazione a cui l’avversaria appartiene (coefficiente dato dal rendimento negli ultimi tre Mondiali). Scritto in formula è più semplice, fidatevi, noi volevamo soltanto sottolineare che il ranking FIFA si basa su dati oggettivi. Affermare che l’Italia e il calcio italiano siano totalmente da buttare, per un playoff preparato malissimo sotto ogni profilo e con colpe evidenti, è quindi pura demagogia.

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