Calcio

L'Islanda mondiale e le piccole patrie

Nonostante l'eccellente Europeo 2016 in pochi pensavano all'Islanda come favorita nel gruppo I di qualificazione mondiale contro una squadra piena di campioni come la Croazia e realtà solide come Ucraina e Turchia. Invece la squadra di Heimir Hallgrimsson, uno che sembra fatto apposta per la retorica sui semidilettanti (del resto fa sul serio il dentista) mentre tutti i suoi giocatori sono professionisti veri sparsi per l'Europa, ha compiuto un'impresa superiore al 2-1 all'Inghilterra di Hodgson negli ottavi di Euro 2016, conquistando con uno strepitoso rush finale (vittorie sull'Ucraina di Shevchenko e in Turchia) la qualificazione diretta al Mondiale russo e diventando il più piccolo paese nella storia ad essersi qualificato per la manifestazione sportiva più grande. Il numero degli abitanti cambia a seconda delle fonti, ma non siamo in ogni caso lontani dai 340.000: in pratica come il comune di Bari o come un quartiere di Roma. Fino a ieri il record apparteneva alla Trinidad & Tobago di Germania 2006, con 1 milione e 300.000 abitanti, ma alla fase finale del Mondiale sono arrivati anche altri stati con una popolazione simile o inferiore a quella della capitale italiana, tanto per fare un paragone concreto. Dall'Irlanda del Nord, che rischia di qualificarsi anche a questo giro, al Galles, dalla Slovenia alla Giamaica. E se vogliamo stare sull'attualità politica, ricordiamo che la Catalogna ha quasi 8 milioni abitanti... Insomma, i piccoli paesi non possono per evidenti ragioni economiche avere un campionato nazionale decente, ma lavorando bene una nazionale competitiva possono metterla in campo. Lo dimostra nella pallacanestro la stessa Islanda, per non ricordare la Slovenia di Dragic e Doncic fresca campione d'Europa. Il calcio non è mai soltanto calcio, probabilmente il vento della storia ha cambiato direzione anche se non è che Sigurdssson e Halfredsson siano di base migliori patrioti rispetto a Candreva e Chiellini.