Giornale di critica e di politica sportiva fondato nel 1912

Il giorno di Italia-Brasile

Il giorno di Italia-Brasile

Redazione

5 luglio 2017

  • Link copiato

Il 5 luglio sarà per sempre il giorno di Italia-Brasile, almeno per tutti gli italiani che in quel lunedì del 1982 si misero alle cinque e un quarto davanti al televisore sperando nell'impresa degli azzurri di Bearzot ma in fondo non credendoci. Visto che i ricordi di solito vanno dai 5 anni in avanti, chi è nato prima del 1977 può capirci mentre chi è nato dopo può compatirci ed elencarci altre dieci 'partite più importanti di sempre' nella storia della Nazionale. Impossibile dire qualcosa di nuovo su una partita rivista e analizzata centomila volte, almeno in chiave italiana, mentre dalla parte brasiliana le rievocazioni sono ovviamente sempre state minori per qualità e quantità. Fra i tanti luoghi comuni su quella partita che di fatto ci diede il Mondiale ce ne sono però alcuni che godono ancora di grande credito: ad esempio quello di Gentile che brutalizzò Zico e quello del Brasile che subì il terzo gol perché si era gettato in avanti per ottenere una vittoria di cui non aveva bisogno, invece di difendere il 2-2 che avrebbe comunque dato la qualificazione. Il primo è stato smentito dallo stesso fuoriclasse brasiliano, che più volte ha raccontato che la marcatura di Gentile (fra l'altro Bearzot gli diede la consegna poco prima della partita, sorprendendo sia lui sia Oriali che in origine era stato destinato a Zico) era stata dura ma nella media di quelle che subiva, anche nel campionato brasiliano. Non solo: il famoso episodio della maglietta strappata, preso ad emblema di un arbitraggio permissivo, va visto in un'altra luce e qui bisogna citare la versione dell'arbitro Klein, che nel suo stupendo libro Master of the whistle ha così ricordato i fatti: "Quello su Zico era un fallo da rigore di Gentile, senza alcun dubbio. Ed infatti a gioco in corso avrei fischiato il rigore e mostrato il secondo cartellino giallo all'italiano. Ma la gente e lo stesso Zico non ricordano che prima di quel fallo era stato segnalato un fuorigioco ed avevo quindi fermato il gioco". Quindi per 'merito' di quel fuorigioco che in pochi ricordano (anche perché inesistente, sul passaggio di Socrates c'erano di sicuro due italiani a tenere in gioco Zico) l'Italia riuscì a mantenere il 2-1 (poi avrebbe pareggiato Falcão), ma soprattutto a rimanere undici contro undici e a portare a casa una partita che, parole di Zico, ha fatto male al calcio. Per quanto invece riguarda il Brasile al presunto arrembaggio, basta ricordare l'azione prima del terzo gol italiano. Con Toninho Cerezo che in fase difensiva invece di giocare la palla (alla brasiliana, stando sempre sul luogo comune), in una situazione tranquillissima e con la sua squadra tutt'altro che sbilanciata, la butta di testa in calcio d'angolo, viene da dire 'all'italiana'. Ed è proprio da quel calcio d'angolo che nascono il terzo gol di Paolo Rossi e tutto il resto. Compreso un bacio di Zoff a Bearzot, scoperto fuori tempo massimo, che ci commuove ancora a 35 anni di distanza. Italia-Brasile 1982, per sempre.

Condividi

  • Link copiato

Commenti

Leggi Guerin Sportivo
su tutti i tuoi dispositivi