Calcio

Le due stagioni di Pioli

Stefano Pioli non è più l'allenatore dell'Inter, con tre partite di anticipo rispetto al previsto. I suoi sei mesi  sulla panchina nerazzurra, iniziati con il 2-2 nel derby di andata, sono stati contrassegnati da due fasi ben distinte: quella fino a Inter-Atalanta 7-1 del 12 marzo, con la squadra che sognava la Champions League (era a 6 punti dal Napoli, anche se a fine gennaio dopo 7 vittorie consecutive i punti di distacco erano solo 3), e quella degli ultimi due mesi con cinque sconfitte e due pareggi. Sette partite, di cui solo una (il derby) ben giocata. Di sicuro Pioli lascia nell'ambiente il ricordo di una persona seria e di un allenatore che finché la squadra lo ha seguito ha ottenuto il massimo possibile. Se non vogliamo risalire alla preistoria, è interessante la statistica riferita agli allenatori dell'Inter dal 2011 (ultimo trofeo alzato, la Coppa Italia con Leonardo) ai giorni nostri. Nell'ordine: Gasperini, Ranieri, Stramaccioni, Mazzarri, Mancini, De Boer e, appunto, Pioli, senza considerare il traghettatore Vecchi (una vittoria con il Crotone). Quasi tutti allenatori di primo piano, quindi, al di là di simpatie e antipatie. Queste le loro medie punti riferite al campionato: Pioli 1,70 (23 partite in A con l'Inter), Mancini 1,63 (65 partite), Mazzarri 1,55 (49 partite), Ranieri 1,54 (26 partite), Stramaccioni 1,51 (47 partite), De Boer 1,27 (11 partite), Gasperini 0,33 (3 partite). Per Mancini abbiamo ovviamente tenuto in considerazione soltanto il secondo Mancini interista, essendo il primo associabile a tutt'altro tipo di squadra, di campioni e di spese. Come si nota, nonostante il disastro degli ultimi due mesi i numeri dicono che Pioli è stato il miglior allenatore dell'Inter ridimensionata, quella del Moratti post Triplete, di Thohir e di Zhang. Forse sarebbe stato l'uomo giusto anche per una, al momento ipotetica, Inter ambiziosa e piena di fenomeni. Ma non lo sapremo mai.