Calcio

Jorge Cyterszpiler, alle origini di Maradona

Il suicidio di Jorge Cyterszpiler, a 59 anni, riporta alla memoria gli anni d'oro dell'ascesa di Diego Maradona: quelli argentini, i due di Barcellona e anche i primi tempi a Napoli. Anche senza la tragica fine Cyterszpiller è stato un personaggio per molti versi tragico: l'amico del campione destinato per tutta la vita a vivere di luce riflessa, anche dopo la rottura definitiva dei rapporti. Certo grazie a Maradona lui si è inventato agente di giocatori, ma è una storia comune a molti più agenti di quanto si creda, spesso nati come casuali amici o vicini di casa della futura stella. Il legame con il più grande calciatore di tutti i tempi nasce con entrambi bambini, Jorge 11 anni e Diego 9, nell'ambiente delle Cebollitas, settore giovanile dell'Argentinos Juniors. Due storie molto diverse (il primo di famiglia ricca, ebrei originari della Polonia, il secondo cresciuto in una casa parente stretta di una baracca) e due caratteri quasi agli antipodi: esuberante e sicuro di sé Maradona, depresso Cyterszpiler per la poliomielite che lo avrebbe per sempre fatto zoppicare e soprattutto per la morte del fratello (giovane giocatore dell'Argentinos, fra l'altro). Per una dei quelle magie che solo l'amicizia possiede, la simbiosi fu quasi immediata. Anche dal punto di vista fisico e della pettinatura. L'amicizia non divenne nulla di più fino al 1977 quando per negoziare il suo primo contratto da professionista Maradona, che aveva esordito in prima squadra nel 1976, su consiglio anche del padre disse no ai tanti marpioni che gli giravano intorno e si rivolse all'amico che si era appena iscritto alla facoltà di economia. Sarebbe poi stato proprio Jorge a gestire nel 1981 il trasferimento più clamoroso del calcio argentino, quello di Diego dall'Argentinos al Boca di cui era tifosissimo, guadagnandoci l'equivalente (come potere d'acquisto, non in valore nominale) di circa 2 milioni di euro di oggi (non a caso l'operazione schiantò finanziariamente il Boca). Sempre Jorge fu il regista del trasferimento al Barcellona, assumendo mansioni di ogni tipo: il coordinatore della corte dei miracoli che attorniava il fenomeno era lui, con tutti i pro e i contro del caso. Fra le altre cose inventò la Maradona Productions, una società che si occupava della commercializzazione del brand Maradona: oggi una cosa scontata, ma nel calcio dei primi anni Ottanta no. Un rapporto quasi simbiotico che forse non limitò il Maradona calciatore, che anzi aveva bisogno di qualcuno che gli risolvesse ogni minimo problema fuori dal campo, ma pose le basi per tutti gli eccessi che diverse volte l'avrebbero condotto in punto di morte. Di sicuro Cyterszpiler non era quel tipo di agente capace di governare uno come Diego, poteva soltanto assecondarlo. Lo si sarebbe visto anche a Napoli, i primi tempi: bravo nel negoziare un grande contratto con Ferlaino e Antonio Juliano, meno bravo nel consigliare Diego in materia di investimenti. Di lì a poco sarebbe entrato sulla scena maradoniana Guillermo Coppola, con un altro tipo di rapporto (e risultati peggiori, sommando tutto con il senno di poi). Lì la rottura umana fu insanabile: Cyterszpiler avrebbe fatto altre cose nella vita creando una società di comunicazione politica (sarebbe stato fortunato consulente di Carlos Menem) e poi tornando a fare l'agente di altri calciatori, soprattutto argentini (fra questi Martin Demichelis), ma i suoi giorni di gloria maradoniana non sarebbero tornati più. Fra i tanti consulenti, amici, finti amici, consiglieri e accattoni girati intorno a Diego è quello che più lo ha amato. Forse ricambiato, forse no, in un rapporto difficile da raccontare anche per loro. Di certo i suoi consigli calcistici, al contrario di quelli finanziari, sono sempre stati buoni: chissà cosa avrebbe pensato della scelta di allenare l'Al-Fujairah Sport, serie B degli Emirati Arabi, annunciata poche ore fa dallo sceicco locale.