Calcio

La prima volta del Milan non italiano

Il Milan è diventato cinese e l'era di Silvio Berlusconi è, stando all'ufficialità, finita. Dopo quasi un anno di quasi-closing è arrivato quindi il closing, con tutti i dettagli che già si conoscevano ma a cui, diciamolo, non abbiamo creduto totalmente fino al momento della firma: dalla valutazione totale, 740 milioni (debiti compresi), ai veicoli societari scelti per la complessa operazione. Certo è che dopo quasi 120 anni di vita e 31 di Berlusconi il Milan non è più di proprietà italiana, al di là di chi poi formalmente sarà il presidente. Una storia si chiude, quindi, ma non è detto che si chiuda la storia del Milan. Come gioco nostalgico proviamo quindi a mettere in classifica i proprietari o presidenti rossoneri del passato: 1) Silvio Berlusconi (1986-2017), per le cinque Coppe dei Campioni Champions e per l'impatto avuto sul calcio in generale; 2) Piero Pirelli (1909-1928), il primo presidente moderno del calcio italiano, costruttore (in un solo anno!) di San Siro; 3) Andrea Rizzoli (1954-1963), il figlio del cumenda Angelo, il presidente della prima Coppa dei Campioni ma anche l'emblema di una gestione appassionata e senz'altro scopo rispetto a vittoria e divertimento; 4) Umberto Trabattoni (1945-1954). imprenditore lombardo di quelli di una volta, ma soprattutto architetto della ricostruzione di un grande Milan dopo decenni di medio-piccolo cabotaggio; 5) Franco Carraro (esattamente 'quel' Franco Carraro, 1967-1971), presidente in un momento difficile, con le squadre medie quasi al livello dei grandi club, ma anche per questo con vittorie da considerarsi pesanti.