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Cagliari-Fiorentina, De Sisti rievoca l'amarezza del 1982: "Una ferita ancora aperta"

Cagliari-Fiorentina, De Sisti rievoca l'amarezza del 1982: "Una ferita ancora aperta"

Redazione

22 ottobre 2016

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Campionato di Serie A 1981-82, ultima giornata. La Fiorentina e la Juventus sono appaiate in testa alla classifica prima degli ultimi 90 minuti: uno scenario forse irripetibile, per gli intrecci che si verificarono quella domenica e che lasciarono uno strascico polemico. Era il 16 maggio 1982, il giorno in cui i viola mancarono il terzo scudetto della loro storia. Come rievoca l'allenatore della Fiorentina di allora, Giancarlo "Picchio" De Sisti, è stata una delusione che brucia ancora oggi. Viola ambiziosa. La famiglia Pontello aveva allestito una squadra di tutto rispetto per la stagione 1981-82, consegnata nelle mani di De Sisti con grandi ambizioni. L'obiettivo era quello di riportare il tricolore in Toscana: arrivarono elementi esperti come Cuccureddu (Juventus), Vierchowod (Como, via Roma), Pecci e Graziani (entrambi dal Torino), a puntellare la base che comprendeva i vari Galli, Galbiati, Antognoni e Bertoni. Testa a testa. De Sisti dovette fare a meno per qualche mese del suo capitano Giancarlo Antognoni, gravemente infortunato nel celebre scontro con il portiere genoano Martina, e lo sostituì con Miani. Il testa a testa con la Juventus fu molto equilibrato, a cominciare dagli scontri diretti entrambi terminati a reti bianche. Ed eccoci alla giornata numero 30. La classifica recita: Fiorentina e Juventus in vetta, con 44 punti. Un finale clamoroso attendeva le due squadre, entrambe impegnate in trasferta. Ma la Fiorentina aveva il compito più arduo, impegnata a Cagliari contro una squadra alla ricerca di un punto decisivo per la salvezza. I rivali bianconeri dovevano invece recarsi in casa del Catanzaro già tranquillo. Sui due campi la tensione è palpabile, ma è innegabile che l'atmosfera fosse più pesante al Sant'Elia: Scudetto Vs Salvezza. Domenica decisiva. A Cagliari la Viola è contratta, non spinge e le viene annullato un gol, allorché l'arbitro Mattei punisce un fallo di Bertoni sul portiere Corti e vanifica la rete di Graziani. In Calabria la gara si sblocca ad un quarto d'ora dalla fine, Juventus in vantaggio su rigore con Brady. Solo a quel punto la Fiorentina intensifica la pressione sui sardi, ma è ormai tardi. Catanzaro-Juventus 0-1, Cagliari-Fiorentina 0-0: i bianconeri conquistano il loro 20° tricolore con un solo punto sui viola di De Sisti, che quella domenica di maggio la rivive con amarezza, evidentemente non lenita dal tempo:

Ogni qualvolta si riparla di quella partita, si riapre una ferita mai rimarginata del tutto. Ovviamente in tutto questo il Cagliari non c'entra nulla, spettatore interessato perché in cerca del punto decisivo per salvarsi.

Non credo che i tifosi della Fiorentina abbiano mai completamente digerito la sensazione di essere stati in qualche modo defraudati.

In quel campionato abbiamo comunque sciupato delle buone occasioni, mi riferisco in particolare alla vittoria non conquistata nello scontro diretto al ritorno, sul nostro campo. Lo spareggio sarebbe stato il completamento forse più giusto di quel campionato, anche se non ci sarebbe stato il tempo di disputarlo perché incombeva il Mondiale di Spagna. Con amarezza, certo: ma è stato giusto stringere la mano ai nostri avversari. 

Fa ancora arrabbiare ripensarci, anche grazie ai confronti con gli juventini dell'epoca. Nel tempo ho avuto modo di parlarne con i vari Brio, Tardelli, ecc.: non hanno mai ammesso chiaramente la "particolarità" della loro vittoria, ma piuttosto compreso la rabbia viola per certi episodi che accaddero quel giorno. Non dimentichiamoci del rigore non concesso al Catanzaro (fallo di Brio su Borghi, ndr).

Rammento ancora un vecchio slogan tornato di moda a Firenze dopo quegli episodi: 'Meglio secondi che ladri'. Insomma, una polemica mai sopita ancora oggi. E che, a distanza di così tanto tempo, suscita ancora in me dei ricordi antipatici.

 
Fabio Ornano @fabio_ornano

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