Giornale di critica e di politica sportiva fondato nel 1912

Russia 2018, il punto sulle qualificazioni: Europa

Russia 2018, il punto sulle qualificazioni: Europa

Redazione

12 ottobre 2016

  • Link copiato

La seconda tornata europea di qualificazione ha mostrato i primi concreti spunti d’interesse, dalle conferme di una Germania schiacciasassi a un’Inghilterra in cerca d’identità, da una Francia agguerrita riuscita a vincere in Olanda a un sorprendente Azerbaigian, capace di mantenere la porta inviolata in questi primi tre turni. Gruppo A (Svezia e Francia 7 punti, Olanda 4, Bulgaria 3, Bielorussia 2, Lussemburgo 1) In un girone difficile come questo, che vede due rappresentanti nobili come Francia e Olanda e una Svezia come cliente scomodo per tutti, è fondamentale non steccare gli scontri diretti. Messaggio non recepito dai calciatori olandesi, che dopo l’1-1 in Svezia a settembre, cadono in casa contro la Francia (in mezzo, il 4-1 alla Bielorussia), scivolando a -3 alle rivali. La botta da fuori di Pogba al 30’ permette alla squadra di Deschamps di aggiudicarsi il big match di questa sei giorni e di spiccare il volo nel girone. Da segnalare il pareggio esterno conquistato dal Lussemburgo in Bielorussia, nonostante l’inferiorità numerica già dal primo tempo. Gruppo B (Svizzera 9, Portogallo 6, Ungheria e Far Oer 4, Lettonia 3, Andorra 0) Tre su tre per la Svizzera, che in questa settimana di calcio internazionale è andata ad espugnare prima il campo dell’Ungheria (con un prestigioso 3-2 ottenuto a tempo quasi scaduto al termine di una partita ricca di emozioni) e poi quello di Andorra (con un meno nobile 2-1). Doppio 6-0 per il Portogallo nei due match-formalità contro Andorra e Far Oer: poker di Ronaldo nel primo incontro, tris del ventenne André Silva nella trasferta nordica. Gruppo C (Germania 9, Azerbaigian 7, Irlanda del Nord 4, Norvegia 3, Repubblica Ceca 2, San Marino 0) La Germania non sbaglia un colpo e fa già ampiamente capire che in questo girone si dovrà lottare solo per il secondo posto. Dietro ai tedeschi (3-0 alla Repubblica Ceca e 2-0 all’Irlanda del Nord), si profila una lotta interessante. Se nordirlandesi e cechi erano presenti anche all’Europeo, guai a sottovalutare la rivelazione Azerbaigian, una delle quattro compagini a non aver ancora subito reti (le altre sono l’Inghilterra, il Belgio e proprio la Germania). Gli azeri possono inserirsi nelle difficoltà di una Repubblica Ceca allo sbando (due pareggi e una sconfitta, zero gol segnati) e di una Norvegia in crisi, che per poco non rimediava una storica figuraccia contro San Marino: la squadra di Hogmo ha vinto 4-1 contro i “titani”, ma solo al 77’ ha trovato il punto del 2-1. Al marcatore Stefanelli rimarrà la soddisfazione di aver messo paura ad una formazione quotata come quella norvegese. E visto che il giorno prima Benteke aveva tolto a San Marino il record del gol più rapido della storia delle qualificazioni, la formazione di Manzaroli stava cercando subito un altro modo per rientrare nella storia. Gruppo D (Serbia e Irlanda 7, Galles 5, Austria 4, Georgia 1, Moldavia 0) Dopo tante battute a vuoto, si rivede la Serbia: il facile 3-0 in Moldavia e il 3-2 interno contro l’Austria valgono il primato della classifica (condiviso con l’Irlanda) alle Aquile Bianche, assenti a un grande torneo da Sudafrica 2010. Bottino pieno anche per l’Irlanda contro Georgia e Moldavia. Anche questo girone pare enigmatico, con Galles e Austria indietro di pochi punti rispetto alla concorrenza. Due pareggi per Bale e compagni, in mostra più per le strambe foto di gruppo che non per la parte legata al campo: se il 2-2 di Vienna è un bel risultato, l’1-1 casalingo con la Georgia sa di due punti gettati. Gruppo E (Montenegro e Polonia 7, Romania 5, Danimarca 3, Kazakistan 2, Armenia 0) La vittoria in Danimarca manda il Montenegro in testa al girone e fa scattare l’allarme per la selezione di Hareide, ferma a tre punti e reduce da due ko in altrettanti confronti diretti. In vetta c’è pure la Polonia, riuscita a sbloccare lo stallo contro l’Armenia al 95’ grazie alla quarantesima prodezza in nazionale di Robert Lewandowski. A due punti dalla coppia di testa c’è la Romania, ancora imbattuta. Gruppo F (Inghilterra 7, Lituania e Slovenia 5, Scozia 4, Slovacchia 3, Malta 0) Non colpisce troppo l’Inghilterra del traghettatore Southgate: 2-0 contro Malta e 0-0 in Slovenia. Risultati non brillanti, ma che consentono comunque di mantenere il comando del girone, in attesa del “derby” contro la Scozia in programma a Wembley a novembre. Dietro gli inglesi, si scatena la bagarre, con quattro squadre in due punti. Sicuramente la protagonista di questi giorni è stata la Slovenia, riuscita a collezionare quattro punti con Slovacchia e Inghilterra (giocando persino meglio degli avversari in quest’ultimo incontro). Quattro punti raccolti in queste due partite anche per la Lituania, ma l’1-1 di Glasgow brucia per la rete subita in extremis, mentre il 2-0 contro Malta nasconde in realtà la fatica con cui la pratica è stata sbrigata (punteggio sbloccato nell’ultimo quarto d’ora). Occhio, che a sottrarsi i punti a vicenda si rischia di lottare inutilmente, perché la peggior seconda non prenderà parte agli spareggi. Gruppo G (Spagna e Italia 7, Albania e Israele 6, Macedonia e Liechtenstein 0) Italia e Spagna prime a braccetto, con avversari affrontati diametralmente opposti: gli “azzurri” hanno vinto in Israele all’esordio e battuto nel finale la Macedonia; le “furie rosse” dopo aver travolto il Liechtenstein e aver pareggiato con l’Italia, hanno affrontato e battuto l’Albania dell’italiano De Biasi. Albania e Israele tentano di non mollare la presa dalla coppia di testa e al momento tengono botta, essendo entrambe a un solo punto dalle due capolista. Gruppo H (Belgio e Grecia 9, Bosnia 6, Estonia 3, Cipro e Gibilterra 0) Sembrano quasi delineate le gerarchie del girone H, con le prime tre a contendersi primato e secondo posto e le ultime tre a spartirsi le briciole. Il Belgio non ha ancora subito reti e più che il 6-0 a Gibilterra (che verrà ricordato per il gol più rapido delle qualificazioni, quello siglato da Benteke dopo sette secondi) si gode il 4-0 alla Bosnia: una prova di forza, forse la più significativa vista in queste serate di calcio europeo, escludendo i match che riguardavano le ultimissime squadre del ranking. L’undici di Roberto Martinez condivide il primato con la Grecia, la quale ha però affrontato solo le squadre minori. La Bosnia, dopo le quattro sberle prese in Belgio si è poi rifatta contro Cipro, anche se faticando più del dovuto; negli ultimi minuti si è sbloccata la coppia “italiana” Pjanic-Dzeko: doppio gol del romanista e doppio assist dello juventino. Gruppo I (Croazia e Islanda 7, Ucraina 5, Turchia 2, Finlandia e Kosovo 1) Dopo l’1-1 interno contro la Turchia, la Croazia si è presa l’intera posta disponibile in questo ottobre riportando sulla terra il Kosovo - che aveva pareggiato al debutto - e vincendo in Finlandia. Non è bastato però per togliersi di dosso l’Islanda: la rivelazione di Euro 2016 ha battuto la Finlandia con una rimonta clamorosa negli ultimi minuti (al 91’ era 1-2, al fischio finale 3-2!) e regolato una Turchia priva di effervescenza e che ha già accumulato un notevole ritardo rispetto alle squadre di testa. È ancora imbattuta anche l’Ucraina di Shevchenko: al deludente 2-2 di Istanbul (deludente perché ha sciupato un vantaggio di due reti, non tanto per il risultato in sé) è seguito il 3-0 sul Kosovo, che lascia Konopljanka e soci in scia a Croazia e Islanda. Giovanni Del Bianco

Condividi

  • Link copiato

Commenti

Leggi Guerin Sportivo
su tutti i tuoi dispositivi