Calcio

Copa Libertadores. Inde-Atlético Nacional, la finale a sorpresa

Né argentini, né brasiliani. Per la prima volta, dopo venticinque anni, all’ultimo atto della Copa Libertadores non prenderà parte neanche un club dei due colossi del continente sudamericano. Saranno infatti gli ecuadoriani dell’Independiente del Valle, alla loro prima finale in questa manifestazione, e i colombiani dell’Atlético Nacional, vincitori del titolo nel 1989 e finalisti nel 2005, a contendersi la cinquantasettesima edizione del trofeo. Per ritrovare una finale senza squadre argentine e brasiliane, dobbiamo risalire fino al 1991, quando i cileni del Colo Colo prevalsero sui paraguaiani dell’Olimpia Asunción. L’Independiente del Valle, alla terza partecipazione in Copa Libertadores, è la rivelazione di questa stagione: partita dai preliminari, ha fatto fuori lungo il suo cammino le due grandi di Buenos Aires, il River Plate campione in carica e il Boca considerato dalla critica come il favorito per la vittoria finale. Risultati di prestigio per una compagine che veleggia sulle ali dell’entusiasmo: negli ultimi anni si è comportata benissimo ottenendo parecchi trofei a livello giovanile e tre podi consecutivi in campionato. Curiosamente, non ha mai vinto il titolo in patria e potrebbe laurearsi Campione del Sudamerica. A caccia del bis, invece l’Atlético Nacional, che ventisette anni fa raggiunse il suo picco massimo battendo in finale il già citato Olimpia Asunción: Higuita e compagni vinsero ai calci di rigore e guadagnarono l’accesso alla Coppa Intercontinentale contro il Milan di Sacchi (1-0 per i rossoneri, con gol di Evani a un minuto dalla fine dei tempi supplementari). Per l’Independiente, l’uomo più atteso è il bomber José Enrique Angulo, sei gol in questa edizione. Ventuno anni è ricercato da parecchi club europei: su di lui ha puntato gli occhi pure il Palermo, ma la concorrenza è forte, con club come Siviglia, Monaco e Atletico Madrid pronti ad assicurarselo. Cannoniere dei colombiani, considerati ancora i favoriti (anche se di pochissimo) dai bookmaker per la vittoria finale, è invece il ventitreenne Miguel Borja, un rapido passaggio senza gloria col Livorno nella stagione 2013-14: per lui valgono da biglietto da visita i quattro gol segnati in semifinale che hanno eliminato il São Paulo. Sarebbe tuttavia sbagliato limitare il discorso alle punte: vanno seguiti con attenzione sul fronte ecuadoriano il portiere Azcona, il difensore centrale Arturo Mina Meza e il trequartista Junior Sornoza, che con Angulo si intende a meraviglia. E proprio Sornoza è un altro elemento su cui si sono mossi i club europei, tra cui l’Udinese. Rosa molto giovane, quella dell’Independiente del Valle. Gli unici stranieri sono gli uruguaiani Tellechea, Nuñez e Rizotto, connazionali del tecnico Pablo Repetto, in sella ai nerazzurri dal 2012. Tra i colombiani invece da seguire l’esterno destro Orlando Berrio, pericoloso sia come assistman sia come finalizzatore, il difensore Davinson Sanchez, classe 1995 e prodotto del vivaio (dopo le finali passerà all’Ajax che lo ha acquistato per cinque milioni di euro) e il trentunenne Macnelly Torres, uno che ha girato parecchie squadre in carriera, comprese due dimenticabili esperienze in Messico e in Arabia Saudita. L’Atlético, che è il club più vincente del calcio colombiano, è guidato da Reinaldo Rueda, tecnico che in Ecuador è ben noto, visto che ne ha allenato la nazionale dal 2010 al 2014. D’altronde, è destino per lui vedersela con il recente passato. Già al Mondiale in Brasile, da Ct dell’Ecuador appunto, affrontò l’Honduras, sua vecchia nazionale. Allenatore di grande esperienza, guida i biancoverdi dal 2015. Si parte stanotte (ore 2,45 italiane) con la sfida d’andata a Quito, ritorno a Medellín tra sette giorni. Giovanni Del Bianco @g_delbianco