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L'età di Ranieri

Dopo i meritati festeggiamenti per la grande impresa del Leicester City, uniti all'invidia dei paesi dove vincono sempre gli stessi, in molti hanno esaltato l'esperienza e l'equilibrio di Claudio Ranieri. Che in caso di retrocessione, scenario che a inizio stagione era possibile almeno quanto lo era per il Newcastle, sarebbero stati ragionamenti e ironie sul quasi 65enne 'bollito' e da pensionare. Che adesso ha un luminoso futuro davanti a sé, dalla Champions League con la squadra attuale alla possibilità di tornare su una grande panchina. Ma fino a quale età si può allenare sul campo, senza stare dietro le quinte come direttore tecnico o cose simili? Nella Premier League 2015-16, guardando a come si è chiusa, dietro a Ranieri ci sono il 64enne Van Gaal al Manchester United, il 63enne Pellegrini che sta per lasciare il Manchester City a Guardiola, il 62enne Allardyce fresco di salvezza con il Sunderland e il 61enne Guidolin allo Swansea, E davanti a lui il settantenne Hiddink, che al di là del suo futuro al Chelsea non vuole smettere di allenare, più il 67enne Wenger eternamente all'Arsenal. Ben otto over 60 su venti allenatori, un clamoroso 40%: non semplici gestori ma quasi tutti personaggi che hanno lasciato e lasciano un segno. Siccome siamo italiani il confronto è istantaneo: la serie A 2015-16 si chiuderà avendo come allenatore più anziano il 71enne Reja all'Atalanta, seguito dal 68enne Ventura al Torino, dal 66enne Delneri al Verona e dal 62enne Castori guida di un Carpi quasi eroico. E guardando la classifica alle spalle del ragazzino Allegri, 49 anni, si nota che sono sono considerati tecnici di grande tendenza i 57enni Sarri e Spalletti, anche loro con foto d'infanzia in bianco e nero. Non infliggiamo queste statistiche anche per gli altri grandi campionati e veniamo alla conclusione: così come non ci sono più le mezze stagioni, non esistono più nemmeno le mezze misure per quanto riguarda gli allenatori. Fra la fascia dei santoni e degli uomini di esperienza e quella degli ex giocatori paracadutati su una panchina importante con poca gavetta (facile l'esempio di Brocchi, ma si potrebbe fare anche quello di Guardiola) ci sono in proporzione meno allenatori in carriera che nel passato. Considerazioni sui singoli a parte, in generale il vecchio e il giovane sono migliori parafulmini mediatici, anche perché creano istintiva simpatia, ma soprattutto migliori aziendalisti.