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La grande scommessa su Ranieri

Il 5000 a 1 con cui l'estate scorsa alcuni bookmaker pagavano il campionato vinto dal Leicester City, quota poi ovviamente precitata quasi subito, ha fatto notizia anche al di là dell'aspetto finanziario. In fondo il bagno di sangue non c'è stato: i principali bookmaler inglesi hanno dichiarato di avere pagato o dover pagare, tradotto in euro, circa 11 milioni di euro per questo tipo di scommessa (escludendo quindi il gioco sulle singole partite), mentre ovviamente le dimensioni mondiali e ancora di più quelle illegali del gioco non sono quantificabili. Relativamente pochi soldi, comunque, basandoci soltanto sul gioco legale. Significativo è che ancora a settembre il Leicester City si potesse giocare in zona 1000 e ancora più significativo che molti (circa la metà) scommettitori a marzo abbiano accettato di incassare meno, ma in anticipo, dal William Hill o dal Ladbrokes della situazione pur di avere la sicurezza della vincita: segno che buona parte di quelli che avevano puntato sul Leicester City, per affetto o per puro azzardo, credevano in fondo a questa squadra nemmeno di fronte all'evidenza di una stagione fantastica. È comunque sicuro che in Premier League, dove le cosiddette 'piccole' sono piccole in relazione al Chelsea o al Manchester United ma non rispetto al resto d'Europa (e quindi sono competitive sul mercato dei giocatori di fascia media), un 5000 a 1 non si vedrà più. Bravi e fortunati quei pochi che ci hanno creduto, fortunati anche a vivere in Inghilterra. Perché chi oggi volesse da noi puntare sullo scudetto 2016-17 del Sassuolo (quindi dopo le quote di Juventus, Napoli, Roma, Inter, Fiorentina, Milan e Lazio) porterebbe a casa 66 volte la posta. Si vede che i nostri quotisti, in possesso evidentemente di informazioni che noi non abbiamo, ritengono un miracolo italiano più probabile di quello del Leicester City.