Giornale di critica e di politica sportiva fondato nel 1912

Germania 2006, il terzo Mondiale vinto da Beckenbauer

Germania 2006, il terzo Mondiale vinto da Beckenbauer

Redazione

23 marzo 2016

  • Link copiato

L'attenzione a Euro 2016, con l'allerta sicurezza al massimo dopo gli attentati di Parigi e Bruxelles, ha fatto giustamente passare in secondo piano la notizia che il comitato etico della FIFA (lo stesso organismo che ha inguaiato Blatter e soprattutto Platini, di fatto cancellandoli) sta investigando sul modo in cui la Germania si è assicurata l'organizzazione del Mondiale 2006. In ogni caso il miglior torneo della storia del calcio, per quanto riguarda strutture e ambiente. Indagati in particolare sono Franz Beckenbauer, all'epoca dei fatti presidente del comitato organizzatore, oltre al presidente della federazione tedesca (DFB) del tempo, Wolfgang Niersbach, adesso membro dell'esecutivo FIFA. Nel mirino anche il direttore del torneo Helmut Sandrock, l'ex membro degli esecutivi FIFA e UEFA Theo Zwanziger, l'ex segretario della DFB Horst Schmidt e Stefan Hans, direttore finanziario proprio di Germania 2006. La posizione di Beckenbauer è forse la più grave e non soltanto per la visibilità mediatica del campione del mondo 1974 (da giocatore) e 1990 (da allenatore): è infatti accusato di pagamenti per assicurare voti alla Germania, in particolare al radiato ex vicepresidente FIFA Mohammed bin Hammam (che poi avrebbe provveduto alla redistribuzione, questo il non detto dell'accusa). La particolarità di questa inchiesta non è che riguardi la corruzione nel mondo del calcio, che purtroppo non sorprende, ma che sia partita da un'inchiesta giornalistica. E non di giornali di paesi invidiosi, ma del settimanale tedesco Der Spiegel che sei mesi fa ha parlato di un equivalente di poco più di 6 milioni di euro dati a membri dell'esecutivo FIFA per votare Germania nel 2000, quando si decise l'assegnazione della Coppa 2006. La storia è nota: ritiro dalla votazione del neozelandese Dempsey, 12 voti per la Germania e 11 per il Sudafrica che poi sarebbe stato comunque indennizzato con l'edizione 2010. Va detto che siamo in un territorio diverso dal solito 'Blatter cattivo' che viene usato per semplificare: Dempsey sosteneva la candidatura inglese, in ogni caso fra Germania e Sudafrica avrebbe sulle prime scelto il Sudafrica. Poi il cambio di idea improvviso e il ritiro dovuto, parole sue, alle pressioni insopportabili dei due paesi rimasti in lizza. Il 12 pari avrebbe rimesso il pallino nelle mani di Blatter, che secondo tutti i suoi fedeli avrebbe votato Sudafrica. Diciamo che il testimone chiave sarebbe Dempsey, che però è morto nel 2008. Ma al di là delle mazzette in senso stretto esiste anche una zona grigia, fatta di grandi aziende tedesche (fra le altre Adidas, Volkswagen e Bayer) che avevano fatto operazioni straordinarie nei paesi di alcuni membri del'esecutivo. Insomma, sarà difficile sia dimostrare il reato che trovare un colpevole o almeno un capro espiatorio, perché questa volta pare che Blatter non c'entri.

Condividi

  • Link copiato

Commenti

Leggi Guerin Sportivo
su tutti i tuoi dispositivi