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La mano di Maradona (Storia del calcio con l'instant replay - parte prima)

È presto per dire che nel calcio sia finalmente arrivata la cosiddetta moviola in campo, per aiutare anche nelle decisioni di gioco oltre che nel gol-non gol. Dopo sperimentazioni e valutazioni, lo scenario più ottimistico vede a regime lo sviluppo della tecnologia negli arbitraggi non prima del 2020, probabilmente con i Giochi Olimpici di Tokyo se non con gli Europei itineranti (con fasi finali a Wembley) che li precederanno di poco. Però è già positivo che con Gianni Infantino ci sia un presidente della FIFA (conta per metà nell'International Board, l'ente che sovrintende alle regole del gioco) che non esalta, come il suo predecessore, l'errore arbitrale in quanto pretesto di discussione calcistica anche a distanza di anni. Ma come sarebbe cambiata la storia del calcio con l'instant replay su fuorigioco, rigori, espulsioni e falli nell'azione che porta al gol? Restringendo il discorso alla Coppa del Mondo e senza consultare almanacchi o Wikipedia, ad ogni appassionato di calcio vengono subito in mente almeno tre situazioni macroscopiche. La prima: il gol del 3-3 di un azzoppato Ferenc Puskas al 90' di Germania-Ovest-Ungheria, finale del 1954. Annullato per un fuorigioco inesistente, questo gol avrebbe portato ai supplementari e lì la Grande Ungheria, che comunque quella partita come numero di occasioni da gol l'aveva dominata pur sotto il diluvio di Berna, sarebbe stata favorita. La seconda: la mano di Diego Maradona, usata per togliere il pallone della testa di Shilton e segnare di pugno l'uno a zero in Argentina-Inghilterra del 1986. Tutto da dimostrare che quell'Argentina, squadra modestissima ma con in squadra un fenomeno, avrebbe saputo sbloccare il risultato in maniera diversa (il famoso gol del secolo fu quello del due a zero, bisogna dire ai professionisti del 'risultato legittimato'). E così il più grande di sempre sarebbe rimasto senza una Coppa del Mondo alzata, visto che quella del 1978 gli fu tolta da una strampalata, non giustificata nemmeno con il senno di poi, scelta di Menotti. La terza situazione è ovviamente il più famoso gol-non-gol di Geoff Hurst in Inghilterra-Germania Ovest finale 1966: non era gol, ma l'arbitro Dienst convalidò questo 3 a 2 su segnalazione errata del guardalinee Bakhramov: è l'episodio che Blatter cita sempre per esaltare la bellezza del calcio parlato. In quei supplementari i tedeschi stavano meglio fisicamente ed è probabile che avrebbero prevalso, togliendo all'Inghilterra l'unico Mondiale della sua storia. L'argomento è affascinante e promettiamo nuove puntate, anche su segnalazione dei lettori.