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Gasperini uomo solo

Gasperini uomo solo

Redazione

19 gennaio 2016

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Punto primo: Gian Piero Gasperini è uno dei più preparati allenatori italiani ma ha un carattere molto particolare, diciamo pure brutto, che unito a una certa presunzione gli ha precluso una grandissima carriera. Nonostante avesse e abbia grandi estimatori fra gli addetti ai lavori, Luciano Moggi su tutti. Punto secondo: gli ultras non sono certo la parte più marcia del calcio, in una curva ci sono percentualmente meno pregiudicati che in tribuna d'onore e o in una ordinaria assemblea di Lega. Detto questo, in un un mondo omertoso come quello del calcio uno che finalmente fa i nomi, come Gasperini, merita di essere sostenuto e incoraggiato. I fatti sono noti, almeno per chi segue alcuni organi di informazione (la minoranza, perché la maggioranza ha preferito glissare sulla denuncia dell'allenatore o censurare i nomi da lui citati): dopo il quattro a zero al Palermo Gasperini ha espresso tutta la sua rabbia per il clima creato da alcuni capi-tifosi. Leopizzi (vari precedenti, ma conosciuto fuori Genova per avere ricevuto una telefonata da Sculli in occasione del famoso Genoa-Siena delle maglie tolte), Pellizzari (lui colpito da Daspo, quindi al Ferraris non è mai presente) e Traverso (presidente dell'Associazione Genoa Club, quindi non soltanto degli ultras), dicendo testualmente che "Sono contenti quando il Genoa perde". Mentre il rapporto con Marassi è sempre stato buono, quello con la curva è pessimo e non dall'altroieri: colpa di mancate partecipazioni a eventi, di allenamenti a porte chiuse, di mancati confronti (fantastico il termine 'confronto', da Nobel per l'eufemismo) fuori dal campo di allenamento. La situazione è arrivata un punto tale di tensione, pur senza precipitare, che la casa di Gasperini ad Arenzano è stata tenuta sotto sorveglianza dai Carabinieri. Non manca il tocco di ridicolo, visto che gli ultras citati dal tecnico starebbero meditando di querelarlo. Non si sa per quale reato, visto che Gasperini non ha citato loro crimini o malefatte, ma soltanto il clima da loro e da altri creato intorno al Genoa. Poi in Italia la querela viene usata come un manganello (lite temeraria, chi era costei?) e non soltanto contro gli allenatori coraggiosi, ma non divaghiamo. Secondo quanto conoscitori del mondo genoano riferiscono al Guerino, la posizione di Gasperini è in realtà saldissima sotto ogni profilo. Preziosi ha vari difetti, ma si rende conto del livello della rosa che gli ha consegnato quest'anno, dove l'unico acquisto pagato con soldi veri è stato il riscattato Pavoletti, uno dei pochi al di sopra delle aspettative: soltanto un allenatore 'didatta' (per citare il professor Scoglio), può tirare fuori qualcosa di buono da un gruppo dove sono da poco arrivati Rigoni e Suso, con il Cerci di adesso che non sembra esattamente un upgrade rispetto a Diego Perotti. Insomma, è prevedibile che Preziosi continui a non presentarsi alle partite casalinghe ancora per un po'. In più Gasperini è anche un parafulmini mediatico perfetto e non dispiace al genoano medio, quello che mugugna e basta. Rimane il fatto che la denuncia fatta domenica sia caduta in un silenzio imbarazzato e imbarazzante, con alcune lodevoli eccezioni. L'editoriale contro l'attaccante che non fa vita da atleta è sempre meno rischioso di una critica al presidente o alla curva. Twitter @StefanoOlivari

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