Calcio

Il 2015 della Juventus

Quando si fa riferimento al 2015 della Juventus, non si può non partire dai giorni del 15 e 16 luglio del 2014. Lì è dove tutto ebbe inizio o, percorrendo a ritroso il sentimento popolare dei più - tifosi, giornalisti e simpatizzanti -, dove tutto ebbe fine. Chiusa un'epoca, quella gloriosa di Antonio Conte, e aperta una porticina alla timida presenza di Massimiliano Allegri, non proprio il profilo sperato per sostituire l'ex tecnico diventato ct della Nazionale e continuarne l'eccezionale stringa di successi. «Un milanista che s'è vinto lo scudetto soltanto grazie a Ibrahimovic e Thiago Silva», capirai. Un sondaggio di Tuttosport bocciò la repentina decisione della dirigenza bianconera con un inequivocabile 91%. Dopo la conferenza stampa del livornese, allo Stadium, un gruppetto di sostenitori stazionò davanti all'ingresso principale per aspettare l'uscita della macchina, protestando con un deciso "Noi non lo vogliamo". Allegri è un combattente. In un clima del genere, non era facile e per nulla scontato - pur avendo a disposizione la migliore rosa del campionato - raggiungere i risultati adesso fruibili nelle prime pagine degli annuari dedicati al calcio. In continuo duello, più psicologico che meramente tecnico, con parte dell'opinione pubblica che - ancora oggi - fatica a considerarlo un personaggio indipendente, in virtù del pesante retaggio del predecessore. L'alba della Juventus di Allegri ha avuto la sua chiara impostazione sin dal primo giorno a Vinovo. Si è affidato al modulo che la squadra conosceva meglio, il 3-5-2, e ha avuto ragione. Perché farne un dramma? Ha provato, sperimentato, e alla fine si è reso conto che quella era la giusta disposizione da adottare. Anche questo è un segnale di personalità. Per l'"aziendalista" contano i tre punti, non le sfilate in conferenza stampa che esaltino il proprio credo tattico. La finale di Champions è stata un miracolo. Sì che le urne dei sorteggi hanno giocato con impegno, ma non dimentichiamo che i bianconeri - oltre a un Dortmund ridimensionato e al "modesto" Monaco - hanno fatto fuori, con soli 10 euro nel ristorante da 100, il Real nel doppio confronto in semifinale. Il resto lo ha pagato il Barcellona, desideroso di evitare un ulteriore Clásico anche in terre lontane dalla Spagna. Nuova stagione e via i pezzi migliori: Tevez, Pirlo, Vidal. Inizio disastroso, fatta eccezione per il trionfo in Supercoppa contro la Lazio, sempre sotto esame e con il concreto rischio di esonero per l'allenatore. Che non lascia la nave e ben presto ne riprende il timone, coadiuvato da Dybala, lillipuziano per età e gulliveriano per rendimento. Il 2015 termina con sette vittorie consecutive, a - 3 dalla vetta, con ancora 21 gare da disputare. Evidentemente il solito brindisi di Capodanno, per la Juventus, ha davvero funzionato. @damorirne