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Leggende di provincia / Mario Brugnera

Leggende di provincia / Mario Brugnera

Redazione

9 dicembre 2015

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Ritrovarsi in mezzo ad uno scambio di mercato. Lasciare la grande città per un’isola che riuscirà a conquistarlo, “costringendolo” a non lasciarla più anche a carriera finita: questa è la storia di Mario Brugnera, ottimo centrocampista e campione d’Italia con il Cagliari nel 1970. Nato a Venezia il 26 febbraio 1946, comincia nella sua città natale con la maglia del Nettuno, tra i dilettanti. Brugnera gioca attaccante, facendosi valere per buone capacità tecniche e familiarità con la rete. Nel 1963 il giovane veneziano viene ingaggiato dalla Fiorentina, che gli regala così un incredibile salto da spaventare chiunque. Figurarsi un ragazzo di 17 anni. Nonostante la concorrenza, disputa 5 campionati in maglia viola cogliendo la vittoria in Coppa Italia nel 1966 contro il Catanzaro e, esattamente un mese dopo, quella in Mitropa Cup sui cecoslovacchi del Jednota Trenčin: è proprio lui a realizzare la rete dell’1-0 finale al 77° minuto. Nella stagione seguente Brugnera vive la sua migliore annata dal punto di vista realizzativo con 13 reti segnate. Poi, nell’estate 1968, si ritrova suo malgrado ad essere protagonista di un memorabile scambio di mercato tra Fiorentina e Cagliari. La dirigenza viola vuole Francesco Rizzo: nella famosa cena in cui Nello Baglini ed Andrea Arrica definiscono l’operazione scrivendo l’accordo su un tovagliolo, viene siglato il passaggio di Brugnera ed Albertosi a Cagliari, e di Rizzo in Toscana. Da lì comincia a prendere forma la squadra che, nella stagione del suo arrivo in Sardegna, giunge seconda proprio dietro alla Fiorentina. Veste l’unica maglia azzurra della carriera, quella della Nazionale Under-23, contro la Francia. I presupposti per sognare ci sono tutti, in quel campionato 1969-70. Il giocatore lagunare parte però come riserva. Ma, a causa dell’infortunio di Tomasini, Scopigno scala Cera a libero ed inserisce Brugnera, ormai meno attaccante e più centrocampista rispetto al passato. Si materializza uno storico scudetto. Mario vive così da protagonista l’apoteosi e poi il declino di quella grande squadra, lasciando Cagliari nel 1974 per andare al Bologna. Una stagione poco soddisfacente, con sole 5 gare giocate. In quel momento sembra che, non ancora trentenne, la carriera di Brugnera abbia intrapreso un precoce tramonto. Ritorna subito in Sardegna e, anche se vive la triste retrocessione del 1976, segue il club anche negli anni della B, diventandone capitano ed arretrando a libero. Allunga in questo modo la sua parabola cagliaritana, con il ritorno in massima serie, fino al 1982. Totalizza 328 presenze con i colori del club isolano, nelle sole gare di campionato, che lo collocano tuttora al secondo posto di sempre dietro a Daniele Conti. Chiude con il calcio giocato dopo un’ultima apparizione nel Carbonia in C2. Decide di stabilirsi a Cagliari anche nel dopo agonismo, come tanti altri calciatori arrivati nell’isola ed innamoratisi perdutamente. Mario Brugnera lavora per l’Atletico Cagliari, società di cui è responsabile tecnico. Ormai prossimo al traguardo dei 70 anni, su quello stesso terreno dell’Amsicora dove il Cagliari vinse il tricolore, allena i ragazzi con serietà e grande dedizione. Fabio Ornano

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