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Esonero sì, esonero no: il difficile momento di Garcia a Roma

Esonero sì, esonero no: il difficile momento di Garcia a Roma

Redazione

30 novembre 2015

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La sconfitta casalinga contro l'Atalanta ha spogliato Rudi Garcia delle vesti di allenatore, costringendolo a trasformarsi in uno spiato equilibrista che - adesso più che mai - ondeggia sul sottilissimo filo che separa il prosieguo dell'avventura in giallorosso dall'esilio in terre lontane. Gli si chiedeva una reazione che non è arrivata dopo l'umiliazione subita dai non umani in Champions League. In fin dei conti la dirigenza non pretendeva l'impossibile. Tre punti da portare via tra le mura amiche, annullando una squadra che non sembra avere velleità di trionfare in campionato o di ottenere un piazzamento europeo. Questa sconfitta fa ancora più male alla Roma e non perché si somma alla disfatta di Barcellona. PERCHÉ ESONERARLO: sono ormai troppe le figuracce da inizio stagione, tra Champions (in misura maggiore) e campionato. A che serve avere il miglior attacco della Serie A se poi la difesa fa acqua da tutte le parti? 17 reti subite in 14 partite, una in meno del tanto vituperato Milan di Mihajlovic e sei in più della claudicante Juventus (ora cammina egregiamente) di Max Allegri. 7 punti nelle ultime 5, al di là del derby vinto sulla Lazio che di gioie ne regala sempre tre. Impietosi i dati europei: peggior difesa dell'intera manifestazione con anche il Maccabi Tel Aviv (fanalino di coda del Gruppo G con 0 punti) a vincere il confronto a distanza. Ci sarebbe anche il rischio di qualificarsi agli ottavi con soli 6 punti (pareggio con il BATE e vittoria del Barça sul Bayer): ce lo auguriamo, certo, ma che schiaffo al primo Napoli di Benitez, costretto all'Europa League e a lasciare il girone di Champions con 12 punti! PERCHÉ NON ESONERARLO: partiamo da una questione puramente economica e che riguarda il contratto del francese, da utilizzare come scudo. Il suo allontanamento - è legato alla società fino al 2018 - costerebbe alla Roma circa 18 milioni di euro, non proprio una cifra da bar. Tanti i tecnici liberi, da Ancelotti a Mazzarri, da Capello a Spalletti, ottimi sotto il profilo delle mansioni, un po' meno sotto quello del bilancio. Senza considerare che subentrare in corsa non è mai stato il desiderio più ambito di ogni allenatore. Due attenuanti per Garcia: il ritorno di Salah e Gervinho, che prima dei rispettivi infortuni erano sicuramente gli uomini più in forma della Roma e che avevano regalato - seppur momentaneamente - la testa della classifica dopo la vittoria esterna sulla Fiorentina. Strootman - il cui rientro è previsto per febbraio - potrebbe essere l'acquisto di lusso della sessione invernale, l'elemento che è mancato maggiormente alla squadra in questi ultimi tempi. Alcune scelte oculate e ragionate per il mercato di gennaio potrebbero quanto meno placare l'isteria del reparto arretrato, con l'acquisto di un centrale. Tutto questo senza considerare che la Roma si trova ancora a -3 dall'obiettivo primario (è vero, con una partita in più di Inter, Napoli e Fiorentina). @damorirne

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