Calcio

I progressi della Juventus nella notte europea

In pochi, nei sorteggi di fine agosto, avrebbero previsto la qualificazione agli ottavi con un turno d'anticipo, la possibilità di giocarsi il primo posto in un girone del genere e la doppia vittoria nel confronto con il Manchester City. Il lavoro da fare è ancora tanto, soprattutto se il rischio è quello di crogiolarsi in campionato. È la vittoria di Allegri? Sì, e di chi sennò? Il 3-5-2 sembra essere l'habitat naturale con gli interpreti che ha a disposizione, pazienza se questo vuol dire limitare l'impiego di Cuadrado e alleluia se questo vuol notificare il definitivo addio all'idea di trequartista tanto rincorsa da inizio stagione. Difesa, in fase di non possesso, che oscilla tra i 5 e i 4 uomini, con Lichtsteiner che spesso e volentieri resta più alto e con Barzagli maggiormente defilato sull'out di destra. Le prime parole d'elogio non possono non andare a Buffon: decisivo, nel finale di primo tempo, sul tentativo di Aguero - mai in partita - e nella ripresa sul colpo di testa di Fernando, a conferma del clamoroso errore della FIFA che lo ha tagliato dalla corsa al Pallone d'Oro. Cresce - e benissimo - anche Alex Sandro, che offre ancora più spunti rispetto a quanto fatto vedere dopo l'ingresso in campo nella sfida di campionato contro il Milan. Sempre propositivo - è già al terzo assist consecutivo - e impeccabile in fase difensiva, con 11 palloni recuperati e 7 duelli su 10 risolti a proprio favore. Se è vero che il cavallo buono si vede a lunga corsa, la Juventus potrà dire di aver trovato la migliore delle soluzioni per la fascia sinistra, con Evra pronto a diventare il gregario di lusso dispensatore di saggi consigli. Pogba indossa finalmente e per tutti i 90 minuti la maglia numero 6. Gioca con la giusta attitudine, essendo cosciente delle qualità che in poco tempo lo hanno eletto ai vertici del centrocampo europeo - disgraziatamente o fortunatamente per la Juventus sotto gli occhi di Raiola, ma ciò dipende dai punti di vista - e non si lascia andare a nessun tipo di leziosismo fine a se stesso. La rete di Mandzukic nasce proprio dalla progressione del francese che apre sulla sinistra verso Alex Sandro: cross, Otamendi (45 milioni!) spazzato via con un soffio e tocco del croato. La soluzione più semplice per rivelarsi alla porta avversaria, che male c'è? C'è un aspetto, però, che necessita di ulteriori approfondimenti da parte di Allegri ed è la gestione del possesso palla, al di là dei tanti errori tecnici dei singoli che, ringraziando la buona sorte, non hanno incontrato l'opportuna dose di veemenza dei giocatori di Pellegrini. Bisognerebbe sempre partire dal presupposto che devono essere gli altri ad aver paura di te, altrimenti si rimane schiacciati. @damorirne