Calcio

La giostra degli obiettivi non aiuta la Juventus

Otto impegni prima della pausa natalizia divisi tra Serie A, Champions League e Coppa Italia. Non c'è più tempo per tornare, ancora una volta, alle discussioni relative ai nuovi componenti della squadra, alla loro integrazione, a un sistema di gioco di dubbia comprensione se l'obiettivo - almeno secondo Marotta - è quello del terzo posto. Che la prossima sfida contro il Milan sia quella più importante, è stato già detto ed è inconfutabile. Probabilmente lo sarebbe stata anche un'ipotetica gara casalinga con l'ultima della classe. È finito il periodo delle domande, del «perché non fa giocare Dybala» o del «perché si ostina a mettere Hernanes» anche se in realtà i tifosi, ma a questo punto anche squadra e allenatore, appaiono disorientati dagli obiettivi delle due fazioni bianconere. Da una parte, come detto all'inizio, Marotta con la zona Champions e dall'altra la proprietà, per voce di John Elkann, che parla di una rimonta scudetto ancora possibilissima. Uno dimostra di avere più spirito critico, l'altro si lascia andare - com'è giusto che sia, rivestendo un ruolo del genere - a discorsi più disinvolti. Chi sbaglia e chi ha ragione? Il problema nasce a monte e la disparità delle ambizioni è solo una delle tante conseguenze del dissesto - fino a questo punto, chiariamo - della Juventus. Quello che arriva certo è l'affanno di affrontare l'impegno domenicale con l'acqua alla gola, con l'alta probabilità che se non si porta a casa il risultato ci sarà la più dura delle contestazioni, istanti del tutto inimmaginabili alle 18 in punto del 23 agosto, quando si scese in campo per l'esordio in campionato contro l'Udinese. Lo scopo ideale è uno solo ed è quello di combattere giorno per giorno, partita dopo partita, senza imbattersi in discorsi che al momento si affacciano fuori dalla portata della società. E questo è il danno più grande. Milan, Manchester City, Palermo (trasferta), Lazio (trasferta), Siviglia (trasferta), Fiorentina, ottavi di Coppa Italia, Carpi (trasferta), Natale. Stavolta bisogna mettersi seriamente a studiare, altrimenti Santa Claus non bussa alla porta. @damorirne