Calcio

Hernanes, il profeta della confusione

Uscire con due pareggi dal doppio confronto contro i tedeschi del Borussia Mönchengladbach - sulla carta l'avversario più abbordabile - è un bottino scarno, senza tanti giri di parole. Eppure, dare una sbirciatina agli ultimi risultati della Juventus in Champions League è motivo di sorriso e appare, a tratti, impensabile. I bianconeri, dal 2012 a oggi, non hanno mai ottenuto così tanti punti (8) in Europa dopo le prime quattro giornate. Lo scorso anno furono 6, nel 2013 furono addirittura 3 e nel 2012 nuovamente 6. Ed è in questa direzione che appare sempre più maestosa l'impresa di Manchester, quella della rimonta ratificata dalla spaccata di Mandzukic e dal monile di Morata. La statistica allevia il panico, il gioco no. A parte la buona prestazione di qualche singolo, la sensazione che la squadra di Allegri possa avere un ruolo da protagonista dal 1' al 90' di una partita è ben lontana dai giorni migliori, ed è un discorso che vale sia in Europa che in Italia. Qualche sporadica eccezione la si è vista, come accaduto nel 2-0 al Siviglia, ma ancora troppo poco per poter pensare in grande. Chi, negli occhi dell'allenatore, avrebbe dovuto ricoprire lo scarto tra centrocampo e attacco - Hernanes - finisce per credere all'esistenza dei fantasmi. Il brasiliano, mai in partita e non solo ieri, fatica a trovare la giusta posizione e si trasfigura nel papà che guarda da lontano, senza mai intervenire, i propri figli giocare alle feste di compleanno. Lascia i compagni in 10 pagando per un atteggiamento bellicoso del quale, francamente, si sarebbe potuto fare a meno. I piedi di Chiellini non li scopriamo di certo adesso e meno male, per la Juve, poter contare ancora su Buffon. Chissà per quanto. Risale la cresta di Pogba - la valutazione un po' meno - con la delizia somministrata al rientrante Lichtsteiner, sicuramente la notizia più positiva della serata. Sembrava quasi di rivedere lo schema che ha fatto le fortune dei precedenti anni, sapete bene quale. Queste cose a New York sono vietate. Ci sentiamo, però, di ammonire il francese per quello che ha fatto nei minuti finali. Si libera della palla per due volte (2!) quando c'è da difendere il risultato. Capiamo la stanchezza, ma il coraggio non deve mai mancare soprattutto da chi, in rosa, ha più qualità. Ultimo appunto su Allegri e la scelta di Cuadrado punta. Che sia stata una mossa strana e azzardata è vero, non si può negare, ma un piccolo sforzo potrebbe portare alla comprensione. Sei solo e devi per forza agire in contropiede, chi è il più forte nell'uno contro uno? Corri il rischio. @damorirne