Calcio

Allegri è Allegri, Conte è Conte

Non avrebbe potuto usare parole più giuste. Massimiliano Allegri, in conferenza stampa, ha indicato la via agli obiettivi stagionali della Juventus. Chiariamo una cosa, dato che molti provano piacere nel travisare il significato di una dichiarazione o nel non capirla volontariamente. L'allenatore dei bianconeri, a dispetto dei titoli a caratteri cubitali, non ha detto in maniera diretta che la squadra vuole la Champions League. Ha soltanto fatto capire che quando ci si trova in una competizione così importante e con dei giocatori del genere, l'obiettivo è sempre quello massimo, ma è giusto che si guardi partita dopo partita, come accaduto lo scorso anno. Perché parlare di una vittoria europea, al momento, sarebbe stato illogico oltreché da pazzi. Undici partite di campionato e mai due vittorie di fila è il sintomo di una squadra che non ha ancora ritrovato se stessa o, se preferite, trovato visto che l'ombra di Conte secondo l'opinione pubblica fatica ad andar via. A proposito, questo parallelismo conoscerà prima o poi la sua fine o andrà avanti inevitabilmente per tutto il tempo che il livornese passerà sulla panchina dello Stadium? Sembra quasi che lo si tratti alla stregua di Di Matteo, che nel 2012 trionfò non si sa come in Champions con il Chelsea partendo dal ritorno degli ottavi (contro il Napoli) e trovando una squadra già assemblata. A fine stagione e non a luglio. Zamparini, giusto qualche settimana fa: «Allegri ha le idee confuse e sta distruggendo il lavoro fatto da Conte». Legittimo avere un'opinione come ci può stare il fatto che l'allenatore non stia passando il suo periodo migliore da un punto di vista organizzativo, ma non sarebbe più corretto criticare una persona guardandola negli occhi, in solitaria e senza rifugiarsi nella storia? Se Mandzukic sbaglia, la colpa è di Simeone? Se Dybala fa bene, il merito è di Iachini? Se dobbiamo continuare così, allora ci auguriamo che il prossimo CT della Nazionale abbia più temperamento e carattere che altro, almeno sarà in grado di sopportare la pressione derivante dai risultati del predecessore. Stasera, contro il Borussia Mönchengladbach, Allegri se la giocherà nuovamente con Hernanes, che nominiamo - ormai siamo a novembre - acquisto più discusso del mercato estivo insieme a quello di Alex Sandro, anche se quest'ultimo ha attenuato parzialmente le proprie colpe (facciamo 100 mila dei 26 milioni di euro) grazie alla palla servita a Cuadrado nel derby. Mettiamo le mani avanti, cominciando a trovare per domani qualcosa da dire che riguardi anche Conte. @damorirne