Calcio

La rivincita di Zaza e l'Italia dei titolari

Ha rifiutato il trasferimento al West Ham durante gli ultimi giorni di mercato, preferendo restare a Torino da ultima ruota del carro. Ma l'occasione, nel corso di una stagione che comprende anche l'Europa, non tarda ad arrivare. Simone Zaza l'ha sfruttata nel migliore dei modi. Ha avuto pochissimo tempo - è entrato al posto di Morata a pochi minuti dalla fine -, riuscendo a finalizzare un contropiede innescato dalla straordinaria (anche se con deviazione) giocata di Dybala. Esordio in Champions con gol, dopo soli sette minuti dall'ingresso in campo. Prima non esulta, si limita a ricevere l'abbraccio festante dei compagni, dopo si lascia andare a un grido liberatorio verso i tifosi. Il tutto sotto gli occhi del ct della Nazionale, Antonio Conte, che solo qualche settimana fa parlava di convocazione in azzurro soltanto per i giocatori titolari nei rispettivi club. L'ex attaccante del Sassuolo difficilmente avrà il posto fisso nell'undici di Allegri, ma agevolmente potrà tornare a vestire la maglia dell'Italia. Facendo un rapido calcolo, seguendo sempre il ragionamento del ct, stiliamo la lista degli attaccanti dell'Italia (consideriamo il reparto avanzato in senso lato, hanno tutti ruoli diversi) per i prossimi impegni contro Azerbaigian e Norvegia. Ok Eder e Vazquez - talmente brutto è il nostro movimento degli ultimi anni che abbiamo dovuto scomodare passaporti e cittadinanze -, così come Pellè - anche lui titolare nel Southampton - e il ritrovato Insigne. Il resto? Gabbiadini fa panchina, Immobile ha giocato l'ultima per intero ai tempi di Torino insieme a Cerci, El Shaarawy si alterna con gli altri nuovi acquisti del Monaco. Un altro titolare ci sarebbe ed è gia diventato l'uomo copertina della MLS, Giovinco. Ma veramente siamo messi così male? Balotelli non si sa se regge, nelle gerarchie è ancora dietro a Bacca e Luiz Adriano, mentre Okaka, all'Anderlecht, è in ripresa e per Berardi - giustamente - l'azzurro è solo questione di ore. A questo punto perché non lanciare Quagliarella e Paloschi, che in questo inizio di campionato stanno andando a mille. L'Italia dei titolari, al momento, non ha ragione di esistere. O forse sì, ma sarebbe tremendamente discreta. Non possiamo permetterci il lusso di non guardare chi fa panchina, le alternative sono poche e tutti - chi più chi meno - dovrebbero avere la possibilità di dare una mano. @damorirne