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Il peggior compleanno milanista di Berlusconi

Il Milan non ha certo fatto bei regali a Silvio Berlusconi, per il suo settantanovesimo compleanno. La squadra allenata da Mihajlovic ha un atteggiamento e una media punti degni del Milan (non) guidato da Pippo Inzaghi, con le migliori prospettive che dipendono soltanto dalla superiore qualità delle punte. A proposito: chi frequenta il presidente riferisce che sia rimasto esterrefatto nel vedere a Genova Balotelli in campo e Bacca in panchina, al di là del fatto che lui Balotelli non l'avrebbe riportato al Milan nemmeno con la certezza di un suo campionato da trenta gol. Nella nostra modestia noi, che Balotelli lo vorremmo sempre veder giocare (certo non al posto di Bacca), associamo sempre il nome dei giocatori a quello dei loro procuratori. E quello dei procuratori a volte ai giornalisti: è iniziato il conto alla rovescia per il prossimo teatrino Raiola-Ibra ad uso del popolo, magari questa volta senza la comparsata (consapevole) di Ancelotti. La seconda situazione milanista che ha rovinato il compleanno a Berlusconi è senz'altro la vicenda del nuovo stadio, arenatasi un po' confusamente sulle bonifiche necessarie per l'area del Portello dopo che era stato fatto davvero di tutto per ottenere quello spazio nel nome dello stadio cittadino all'inglese. Per poi scoprire che anche San Siro sarebbe in città, dallo scorso aprile poi con fermata della metropolitana... Uno smacco per la figlia Barbara, sempre sostenitrice della necessità finanziaria del trasloco da San Siro, un'altra (dopo Mihajlovic e Balotelli) silenziosa vittoria di Galliani, che da dirigente avveduto si è accorto dell'assurdità di lasciare un impianto storico per cui Milan e Inter pagano al Comune di Milano un affitto, o meglio un regalo, di un milione e mezzo l'anno più la manutenzione. Dopo mesi di pubblicazione di rendering e di comunicati stampa spacciati per articoli, uno stop che costerà carissimo: la Fondazione Fiera pretende 10 milioni di euro di penale. A dirla tutta, fra i soddisfatti di come è finita c'è anche Berlusconi stesso. Soprattutto se sulla penale si riuscirà a trattare. Il terzo non regalo milanista è ovviamente quello di Mister Bee, anche se il thailandese spesso generosamente definito 'magnate' (di suo ha meno soldi di Montolivo) non ha grandi colpe. Se oltre  al Taechaubol come mediatore e alle banche garanti dell'operazione esistesse davvero la cordata, il closing sarebbe già cosa fatta. Invece siamo all'ennesimo rinvio, con Berlusconi rimasto a metà del guado senza poter dare la colpa ad alcuno (Barbara e Galliani hanno saputo di Bee a trattativa iniziata): dire 'per sei mesi abbiamo scherzato' non può, anche senza implicazioni giudiziarie (che al momento non ci sono),  ma del resto non può nemmeno portare a termine l'operazione come era stata congegnata a inizio 2015. Il piano B (non Bee), già in essere da qualche settimana, è quello di trovare soci di minoranza a cifre molto inferiori a quelle fatte, cioè i famosi 480 milioni di euro per contare zero, con la promessa di rientrare dell'investimento grazie alla quotazione in Borsa (l'unico punto credibile del piano per moltiplicare il valore, senz'altro più del merchandising triplicato a colpi di magliette di De Sciglio vendute in Giappone) e ad affari su altri tavoli. Insomma, il peggior compleanno di Berlusconi da presidente del Milan e oltretutto con la partita di Mediaset Premium ancora aperta. Ma i suoi antipatizzanti sbagliano a darlo per morto, siamo convinti che troverà un altro guizzo dei suoi. La sconfitta del cancro o la guerra all'Isis forse erano troppo, ma sistemare il suo impero per evitare che i figli lo distruggano è senz'altro un obbiettivo credibile. Twitter @StefanoOlivari