Calcio

La possibile secessione catalana e una Liga senza Barça

Sembra impossibile immaginare una Serie A senza Juventus, una Premier League senza Manchester United, una Bundesliga senza Bayern Monaco. Meno arduo è immaginarsi uno scenario analogo in Spagna, soprattutto se il risultato delle elezioni di domenica prossima in Catalogna dovessero sancire la vittoria della coalizione secessionista. Una Catalogna indipendente significherebbe l’uscita dall’Unione europea e dall’euro, una Spagna improvvisamente privata di sette milioni e mezzo di abitanti e dal punto di vista economico, della regione col Pil più alto. L’obiettivo del leader indipendentista Artur Mas, promotore del referendum non ufficiale dello scorso novembre e leader dei secessionisti è chiaro: in caso di vittoria, la Catalogna proclamerà l’indipendenza entro diciotto mesi. L’Europa per ora ha nicchiato e in merito a questa possibilità non più tanto remota ha fatto finta di nulla. Gli ultimi sondaggi sostengono che la coalizione di Mas è in testa e dunque il problema di una Catalogna liberata dall’oppressione spagnola, dovrà per forza trovare spazio nelle agende e nei dibattiti europei. Ovviamente, la Catalogna a sé stante, avrebbe dei risvolti anche sportivi e comporterebbe l’esclusione del Barcellona e dell’Espanyol dalla Liga. In pratica, un terremoto per il calcio spagnolo, che si ritroverebbe scevro della squadra che più di ogni altra ha segnato negli ultimi anni la storia del calcio iberico e mondiale. Lo stesso presidente federale Javier Tebas si è espresso sul tema, confermando l’impossibilità a mantenere nei campionati spagnoli, squadre che spagnole non sono. E non diversa è la tesi del Consiglio superiore dello sport, che nella persona del proprio presidente Miguel Cardenal, ha chiarito che la legislazione stabilisce che degli stati stranieri, solo ad Andorra è permesso di prendere parte a gare nazionali. Il pallone costituisce chiaramente un tema secondario rispetto a un eventuale cambiamento dei confini di portata epocale. Ma il Barcellona è considerato il simbolo del riscatto catalano nei confronti del potere centrale di Madrid ed è una delle punte massime dell’orgoglio degli abitanti della regione. Vedere escluso dal campionato, una squadra che lo ha vinto per ventitré volte sarebbe una novità clamorosa, considerando anche che stiamo parlando del club più tifato in Europa e che il 25% degli spagnoli lo indica come squadra preferita. Sulle elezioni di domenica, il club si è detto neutrale: il presidente del Barça, Josep Maria Bartomeu ha dichiarato che «noi parliamo solo di sport e non faremo campagna elettorale». Chissà se lo pensano anche i tifosi, che non perdono occasione ad ogni sfida contro il Real Madrid, di scrivere striscioni in cui rivendicano l’indipendenza e asseriscono che “Catalonia is not Spain”. In inglese, già, per far sì che il messaggio arrivi forte e chiaro a tutto il mondo. Giovanni Del Bianco @g_delbianco