Calcio

Juve, la sfida contro il City arriva nel momento migliore

La naturale transizione di una squadra che ha cambiato moltissimi interpreti ripulisce l'entusiasmo del tifoso medio, che spesso si trova a fischiarla e senza sapere il perché. Hanno ragione Buffon e Bonucci quando affermano che la Juventus ora come non mai sente il bisogno di avere qualcuno dalla sua parte. I social network, forieri di banalità, esprimono per voce di alcuni utenti il sacrosanto diritto di criticare - giustamente - i propri beniamini quando la situazione lo richiede. Un po' meno sacrosanta la motivazione, che nel 99% dei casi va a sbattere contro il muro dello stipendio del singolo giocatore, paragonandolo a quello di lavori ben più modesti. Se dovessimo ragionare così, potremmo chiudere la baracca e smettere di seguire buona parte degli sport, calcio compreso. È innegabile l'inizio stagionale al singhiozzo di Allegri - un solo punto in tre partite per un club che viene da quattro titoli consecutivi e da una finale di Champions che mancava da più di 10 anni -, è innegabile il fatto che con Hernanes ci si trovi davanti a una soluzione affrettata e di ripiego, è innegabile fare i conti con il vuoto (chissà se verrà colmato) lasciato da Tevez. Non da Vidal né da Pirlo, perché chi cambiava il corso delle partite - macché cambiava, le faceva tutte sue - era l'argentino. D'altra parte bisogna pure valutare il non fortunatissimo momento che si sta vivendo in infermeria, vedi il nuovo stop a Marchisio al quale deve necessariamente essere affibbiata - giustificato l'addio di quello che adesso a tutti gli effetti ne è diventato il compagno di reparto, anche se negli States - la nomea di giocatore più importante per il gioco della Juve nel travagliato anno post triplete sfiorato. Anche se intristisce un po' fare questo tipo di discorsi e trovare a tutti i costi una giustificazione alla panchina corta in un ruolo vitale come quello ricoperto dal Principino, soprattutto quando noti che la dirigenza ha sperperato il tempo necessario per far sì che Padoin non giostrasse in regia per due partite di fila. In un momento del genere la sfida di Champions contro il City, contrariamente all'opinione comune da calendario, potrebbe rappresentare la migliore delle cure per una squadra che di certo malata non è, ha solo qualche linea di febbre dovuta al rapido cambiamento che la sta scuotendo dal triplice fischio di Berlino. Ottenere una buona prestazione nella trasferta di Manchester, se arriva il risultato positivo tanto meglio, significherebbe far acquisire ai nuovi giovani maggiore consapevolezza delle proprie forze. Sanno di avere della qualità importanti, ora però è arrivato il momento di metterle in mostra. Contro chi fa più paura. @damorirne