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Il ritorno di Cassano e la buona scommessa di Ferrero

Dopo la firma del contratto della sua seconda vita alla Sampdoria, quanti nanosecondi ci metterà Antonio Cassano ad entrare in rotta di collisione con Ferrero? L'unica vera curiosità è questa, in un'operazione di marketing al ribasso che il proprietario, con soldi dei Garrone, del club blucerchiato ha fortemente voluto nonostante la campagna acquisti non sia stata affatto male: Cassani e Zukanovic sono esterni non peggiori di quelli dei grandi club italiani, a centrocampo Fernando e Barreto sono certezze, in attacco arriverà senz'altro una prima punta delle tante scontente che ci sono in giro (Denis, Bianchi, eccetera). Sospeso il giudizio (e l'esonero) su Zenga, dopo aver salvato almeno l'onore nel ritorno di Europa League contro Vojvodina e anche per mancanza di alternative (Montella aspetta un 'cadavere' ancora più di prestigio e comunque è ancora legato alla Fiorentina, Prandelli e altri hanno un profilo troppo alto, Donadoni non entusiasma Ferrero ma sarà eventualmente preso in considerazione insieme a Stramaccioni e soprattutto Delneri, l'allenatore che portò la squadra al prelibare di Champions League proprio con Cassano in campo), il personaggio doriano da oggi all'inizio del campionato sarà quindi Cassano. Che non ha ancora firmato, scriviamo queste righe senza che ci sia ancora l'ufficialità, ma dovrebbe farlo appena Ferrero avrà definito in un modo o nell'altro il futuro di Zenga, nemico della prima ora di questa operazione. Vedremo. Comunque a 33 anni, con un grande avvenire dietro le spalle (anche se Gassman aveva perso meno treni di lui), una scelta giusta per Cassano e per la famiglia che ha sempre spinto per il ritorno in Liguria. Visto che l'addio al Parma è avvenuto a metà della scorsa stagione, non osiamo pensare alle condizioni fisiche di un giocatore con chiari limiti, in questo senso, anche quando era nel pieno dell'attività. Ma comunque non è che debba prepararsi al decathlon per i Giochi di Rio, deve soltanto tornare almeno quello che un anno e non un secolo fa Prandelli convocò per i Mondiali in Brasile. Fra le scommesse di Ferrero quella di Cassano è in ogni caso fra le meno azzardate: circa 800mila euro netti a stagione (in ogni caso non li paga lui...) per uno dei pochi personaggi del calcio italiano con una popolarità trasversale, che sul piano sportivo può tirare fuori ancora ottimi colpi nelle pieghe di una serie A dove si sta rimescolando tutto. Per rispondere alla domanda iniziale, è probabile che Cassano (che era riuscito ad insultare anche Garrone padre, Riccardo, una delle persone più tranquille mai viste nel mondo del calcio) e Ferrero entrino prima o poi in rotta di collisione, ma la scommessa è stata in ogni caso calcolata bene. Twitter @StefanoOlivari