Altro

Balotelli l'indesiderato speciale

Balotelli, Cassano, Cerci, Immobile, Insigne. Tre giocatori che nessuno sembra volere, uno (Cassano) disoccupato e un altro (Insigne) in rotta con il suo club. Sono i cinque attaccanti dell'Italia convocati da Prandelli per il Mondiale di un anno (12 mesi!) fa in Brasile, tanto per mettere in prospettiva quel fallimento e soprattutto la situazione del calcio italiano. Quello che fa più notizia è ovviamente sempre Mario Balotelli, anche quando sta in silenzio e non si fa vedere in giro (non soltanto per il grande dolore dovuto alla recente scomparsa del padre), perché l'occasione persa dal nostro calcio negli ultimi anni è, in rapporto al potenziale, proprio lui. La cessione di Raheem Sterling al Manchester City, oltre a ridicolizzare una volta di più il fair play finanziario (70 milioni di euro il solo cartellino di un ventenne, comunque unico davvero positivo nella deludente ultima stagione), ha dato al Liverpool un grande margine di manovra sul mercato ed è quindi probabile che la squadra allenata da Rodgers, uno che se non allenasse in Premier League sarebbe considerato la metà di Mazzarri, pensi più al presente che a un futuro che non arriva mai (25 anni fa l'ultimo campionato vinto). Il che significa liberarsi di quelli che ritiene problemi, come Balotelli. Escludendo i movimenti minori, le uniche spese significative in entrata sono state quelle per il trequartista Firmino e il laterale destro Clyne. Considerando l'ingaggio, 6 milioni di euro netti, Balotelli è nella sostanza invendibile e forse soltanto regalandolo, partecipando anche in parte al pagamento dell'ingaggio, qualcuno potrebbe correre il rischio. Con cifre minori è lo stesso problema di Borini, altro indesiderato italiano dei Reds. Parliamo da balotelliani osservanti, ammiratori più del ragazzo che del campione: si tratterebbe di sicuro di una buona scommessa per tutte le squadre che pensano di poter colmare il gap con la Juventus, visto che si tratta di un giocatore di nemmeno 25 anni che soltanto l'anno scorso alla vigilia del Mondiale sembrava lanciato verso il livello appena sotto a quello dei Messi e dei Cristiano Ronaldo. Ma a Firenze qualche tifoso non particolarmente intelligente non lo vuole, così come all'Inter e al Milan dove peraltro ha già dato. Roma e Napoli sarebbero per lui ambienti ad alto rischio, ma anche stimolanti, pur senza la garanzia del posto. Quindi se vuole ricostruirsi psicologicamente, perché fisicamente sta benissimo, o punta tutto sul Liverpool, cosa che Raiola dovrebbe consigliargli caldamente (lo ha già fatto), oppure deve ripartire dal livello Sampdoria senza pensare che, alla Cassano, potrebbe essere il suo livello fino al termine della carriera. Certo è che non capiamo come il più grande talento italiano della sua generazione possa essere considerato già finito alla sua età. Chi lo prende, dandolo in mano a un allenatore non permaloso, farà un affare. Poi si possono continuare a scrivere paginate su una multa per eccesso di velocità, figuriamoci se avesse dato una gomitata a un poliziotto all'aeroporto come un De Laurentiis qualunque. Alla fine, uscendo da una correttezza politica che non ci appartiene, Balotelli è l'unico negro di cui si può parlare male e qualche pecorone mediatico se ne approfitta. Twitter @StefanoOlivari