Calcio

Pogba e la campagna elettorale del Barça: il tormentone è servito

Pogba resta, Pogba va. Il tormentone di mercato legato al francese della Juve continua ad alimentarsi, con le offerte sempre più alte del Barcellona e i dirigenti della Juve a insistere che "no, il numero 6 non è in vendita". Le ultime cifre circolate toccano gli 80 milioni di euro. Un’offerta altissima, che Madama può prendersi il lusso di rifiutare, soprattutto in conseguenza al bel tesoretto piovuto grazie alla finale di Champions. Il Barça continua a dare l’assalto, anche perché in casa blaugrana incombono le elezioni e il trasferimento del francese (ma anche il solo parlarne), rientra chiaramente nella campagna elettorale del club. Il calciomercato usato per acchiappare i voti: in Italia è una strategia che funziona alla vigilia delle politiche (ma anche alle scorse regionali, quando Ancelotti veniva associato a una certa panchina rossonera, pur sapendo benissimo tutti che non ci sarebbe andato), figuriamoci se non sia efficace in una chiave prettamente calcistica, dove anzi l'arrivo di un calciatore è il succo della corsa alla presidenza. Il giorno delle elezioni del club catalano è fissato per il 18 di luglio. Fino a tale data, assisteremo a continue speculazioni su colpi veri o presunti, ma il nome caldo rimarrà sempre quello del bianconero. Pogba è nel “programma” sia di Joan Laporta sia di Josep Maria Bartomeu, i due principali candidati. Entrambi hanno garantito di portarlo al Camp Nou l’anno prossimo, appena finirà il blocco del mercato che ha colpito il club, ma non mancano di certo i precedenti di calciatori promessi e mai arrivati (due nomi su tutti: David Beckham e Fernando Torres). Proprio il blocco può rendere i blaugrana favoriti rispetto a Manchester City e Chelsea, altre compagini che hanno mostrato vivo interesse: vendendolo l’estate prossima, la Juventus incasserebbe un’ottima cifra e potrebbe assicurarsi il suo talentuoso centrocampista per un’altra stagione. Chi non pare interessato al colpo è il terzo candidato, Augusto Benedito, più propenso all’austerità e al rispetto del fair play finanziario. Dalla parte del presidente in carica Bartomeu, ci sono una trattativa già avviata e le foto dei protagonisti della vicenda - Soler e il "nostro" Braida per i catalani, Marotta e Paratici per i piemontesi - a cena insieme in un ristorante di Milano (come a dire: “visto che lo trattiamo noi?”). L’ex presidente Laporta, in carica dal 2003 al 2010, punta invece sui suoi buoni rapporti con Mino Raiola, procuratore di Pogba. Il quotidiano Sport di Barcellona si dice certo che il calciatore voglia giocare al fianco di Lionel Messi, ma anche che pretenda uno stipendio da dodici milioni annui e che porterà avanti le trattative solo con il nuovo presidente eletto (d’altronde al momento non si può fare nulla di ufficiale). La parola passa agli oltre centomila soci del club, che tra un paio di settimane eleggeranno il nuovo numero 1. Una volta esaurito il battage elettorale, vedremo se i Campioni d’Europa inoltreranno davvero un’offerta ufficiale alla Signora. Per ora, siamo nella sfera delle promesse e delle chiacchiere da ombrellone.

Giovanni Del Bianco @g_delbianco