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I precedenti tra Portogallo e Italia. Tradizione favorevole agli Azzurri

I precedenti tra Portogallo e Italia. Tradizione favorevole agli Azzurri

Redazione

16 giugno 2015

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Su ventiquattro precedenti tra l'Italia e il Portogallo, poche sono le sfide memorabili. Le due compagini infatti non si sono mai scontrate a livello di Mondiali o Europei, dunque dobbiamo guardare a un bilancio fatto di amichevoli e gare di qualificazione. Su ventiquattro incontri complessivi, sono diciotto le vittorie italiane, contro le appena quattro lusitane e i due pareggi. Un avversario che ci porta bene e contro il quale non usciamo battuti dal 1976 (un 1-2 in amichevole a Lisbona). Tra le partite da ricordare ci sono quelle di qualificazione ai Mondiali del 1958, dove in un girone da tre, non passò nessuna delle due squadre (in Svezia volò la terza incomoda, l’Irlanda del Nord): il Portogallo vinse 3-0 in casa sua, noi vincemmo 3-0 in casa nostra. In epoca più recente, c'è l'incrocio avvenuto nella strada per Usa ’94. Dopo tre partite opache contro Svizzera (2-2 in casa), Scozia (0-0 in trasferta) e Malta (vittoria stringata per 2-1 in trasferta), l’Italia di Arrigo Sacchi andò a vincere 3-1 a Oporto (reti di Robi Baggio, Casiraghi, Couto, Dino Baggio), scrollandosi di dosso un po’ di paure e iniziando proprio in quella sfida a pedalare più forte. Al ritorno, nell’ultima gara del raggruppamento, gli Azzurri vinsero 1-0 a San Siro (Dino Baggio a pochi minuti dal termine), qualificandosi come primi per il Mondiale nordamericano ed estromettendo dalla rassegna proprio i portoghesi, arrivati terzi a -1 dalla Svizzera. A livello di Europei invece si segnala una doppia vittoria azzurra nelle qualificazioni per Euro ’88: la selezione di Azeglio Vicini fu corsara in terra portoghese (1-0, Altobelli) e replicò in casa (3-0, Vialli, Giannini, De Agostini), chiudendo al meglio la propria corsa d'avvicinamento per la Germania Ovest. Dicevamo di Mondiali e Europei. Non ci sono precedenti, ma in due occasioni, abbiamo rischiato di affrontare i portoghesi in finale, ma entrambe le volte sono stati fatti fuori dalla Francia. È successo a Euro 2000, quando un gol di Henry e un rigore di Zidane (trasformato ai supplementari) ribaltarono il vantaggio di Nuno Gomes, qualificando i francesi alla finale di Rotterdam (il giorno seguente l’Italia avrebbe eliminato l’Olanda ai rigori). Ed è successo a Germania 2006. In questo caso giocò prima l’Italia, che eliminò la Germania in semifinale ed aspettò l’esito dell’altro incrocio, ancora tra Portogallo e Francia, e ancora una volta deciso da un rigore di Zidane. Detto di questi possibili incroci poi non verificatisi, va segnalato infine il precedente del 1994, forse il più illuste, tra le selezioni Under 21: allo Stade de la Mosson di Montpellier (Francia), gli Azzurrini di Cesare Maldini vinsero contro i lusitani la finale dell’Europeo di categoria, con un gol ai supplementari realizzato da Pierluigi Orlandini. Quella rete di sinistro sotto l’incrocio dei pali fu il primo golden gol ufficiale della storia del calcio e permise all’Italia di conquistare il secondo Europeo consecutivo (arriverà anche il terzo nel 1996). In quel Portogallo inoltre, c’erano tanti futuri campioni, come Rui Costa, Luis Figo e Joao Pinto.

Giovanni Del Bianco

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