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Montella, aeroplanino che doveva volare low cost

L'esonero di Vincenzo Montella da parte della Fiorentina è clamoroso, anche se non del tutto inaspettato. Nella sostanza i Della Valle non hanno accettato che l'allenatore continuasse, anche a mezzo stampa, a ritenere inadeguata al salto di qualità una squadra che nonostante cessioni eccellenti, infortuni e polemiche (anche con una parte dei tifosi viola) Montella ha condotto per la terza stagione consecutiva a un notevolissimo quarto posto in campionato. Da qui al rendersi disponibile per grandi club con una situazione ancora non definita in panchina (Milan e Napoli su tutti), il passo è stato breve, anche se i due anni residui di contratto con la Fiorentina, uniti a una clausola di rescissione da calciatore (5 milioni di euro), hanno stroncato sul nascere questi e altri discorsi. Premesso che un anno fa Montella il prolungamento del contratto lo aveva firmato senza pistole puntate alla tempia, va detto che la situazione che si è creata è colpa soprattutto dei Della Valle. Che hanno costruito una squadra al massimo da Europa League, fin qui nulla di male, ma descrivendola come una da Champions, accogliendo i piazzamenti degli ultimi campionati come se fossero dovuti e il cammino in Coppa Italia (finale l'anno scorso, semi quest'anno) e in Europa League (semifinale con il Siviglia) come mezze delusioni. Di più: hanno considerato una sorta di tradimento l'ambizione di un allenatore in carriera, come se non valesse anche il meccanismo opposto (in altre parole: un Montella senza risultati lo avrebbero già esonerato da due anni, senza farne questioni morali). Ma in tre anni di Montella quanto è stato effettivamente speso sul mercato, cosa che nel delirio di prestiti e comproprietà spesso sfugge? In tutta la stagione 2012-13 il 'rosso' del club viola è stato di soli 8 milioni di euro, in quella seguente di 13 (il prezzo di un calciatore e nemmeno di quelli che spostano i valori), in quella che è appena terminata fra estate e gennaio la Fiorentina ha avuto invece un saldo positivo di 28 milioni (in pratica Cuadrado al Chelsea). Quindi in tre anni di Montella gli 'investimenti' (ci si ostina a definirli così) sul mercato non sono semplicemente esistiti, a prescindere poi da operazioni a basso costo e spesso azzeccate, che tornano a merito del club viola. Un bel risultato, se stessimo parlando dell'Udinese, ma un dato di cui tenere conto nel momento in cui si chiede a un allenatore, Montella, Paulo Sousa o chiunque altro, un piazzamento da Champions League. Conclusione? Montella passerà mediaticamente per quello che se ne è voluto andare e i Della Valle per gli imprenditori illuminati (quelli italiani sono sempre illuminati, quelli stranieri sempre lestofanti), ma i tifosi meno ottusi devono sapere che le cose non stanno esattamente in questi termini. Twitter @StefanoOlivari