Calcio Giovanile

Primavera, l'unica mezza stagione che resiste

Dal freddo al caldo, dall'inverno all'estate, dal piumino alla mezza manica. E viceversa. Non ci sono più le mezze stagioni. Anche gli ultimi irriducibili si sono arresi all'evidenza. Modificando, adeguando e ripensando usi e costumi. Dalla moda al tempo libero. Solo il calcio italiano pare opporsi al cambiamento e all'usura del tempo, ostinandosi a difendere uno status quo ormai inadeguato alle necessità del presente. Prendete il campionato Primavera, un tempo terreno fertile in cui sbocciava il talento dei futuri campioni e oggi grigia auletta in cui trovano posto i tanti alunni non ancora pronti ad affrontare l'esame di maturità del professionismo e perciò destinati a un corso di recupero che però finisce per dilatarne all'inverosimile il piano di studio, proponendo "esamini" intermedi abbastanza soft che nulla hanno a che vedere con la dura realtà del calcio adulto. L'esatto contrario di ciò che accade in molti altri Paesi dove, a fronte di qualità superiori alla media, si tende invece ad accelerare il processo di maturazione del giovane, pensando molto di più alla sua effettiva valorizzazione che non all'impatto che questa può avere (specie all'inizio) sul risultato. Perché la classifica, da noi, viene prima di tutto il resto e non ammette intralci. In tanti vorrebbero veder trasformata la Primavera in un più competitivo torneo riserve aperto alle seconde squadre della A e della B. Se ne parla da anni, senza che qualcuno si decida a passare dalle parole ai fatti. Il risultato è che siamo ancora qui a presentare l'ennesima Final Eight dal retrogusto sciapo, epilogo di una stagione che fin qui ha visto dominare la Lazio di Simone Inzaghi (vincitrice della Supercoppa 2014 e della Coppa Italia 2015) e l'Inter di Stefano Vecchi (sul podio della Viareggio Cup), con breve lampo europeo della Roma di papà De Rossi, approdata alla semifinale di Youth League e inesorabilmente bocciata dal Chelsea poi vincitore. Non a caso le ritroveremo tutte e tre nella fase finale organizzata in Liguria, a conferma di una gerarchia di valori abbastanza consolidata: le prime due addirittura di fronte in quarto da "suicidio", mentre le Roma se la vedrà contro lo Spezia-rivelazione, squadra operaia che nei playoff si è sbarazzata prima dell'Empoli e poi del Chievo campione uscente. Dall'altra parte del tabellone, altro scontro diretto da brividi fra Milan e Torino (Brocchi e Longo verificano le loro ambizioni da panchina di prima squadra), mentre la Fiorentina, ancora a bocca asciutta malgrado un organico dalla qualità complessiva a cinque stelle, saluta il ritorno nell'élite del calcio giovanile di un Bari che in questa categoria vanta grandi tradizioni e uno scudetto vinto nel 2000. Il Top Player della manifestazione? Nomi già noti, da Sanabria a Verde (Roma), da Bonazzoli a Puscas (Inter), da Tounkara a Oikonomidis (Lazio), da Mastalli a Di Molfetta (Milan), da Bangu a Minelli (Fiorentina), da Minala a Castrovilli (Bari), da Morra a Proia (Torino), da Nura a Umar (Spezia). Niente che non si sappia già, niente che sposti un giudizio, niente che possa far rifiorire questa Primavera.

Gianluca Grassi

IL PROGRAMMA

Martedì 9 giugno Genova (Campo La Sciorba), ore 16.30 -  Roma-Spezia Savona (Stadio Bacigalupo), ore 21 - Lazio-Inter Semifinale fra le vincenti venerdì 12 giugno (Savona, ore 18) Mercoledì 10 giugno Genova (Campo La Sciorba), ore 16.30 -  Torino-Milan Chiavari (Stadio Comunale), ore 21 - Bari-Fiorentina Semifinale fra le vincenti sabato 13 giugno (Chiavari, ore 21) Martedì 16 giugno Chiavari (Stadio Comunale), ore 18 - Finale