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Il saluto di Benitez alla serie A dei perdenti

Mai come quest'anno in serie A si è avuta la sensazione che abbiano perso tutte le grandi tradizionali, tranne la Juventus. Eppure in ogni stagione c'è stato chi è arrivato primo, chi secondo, eccetera...  Nemmeno la qualificazione Champions acciuffata con un po' di fortuna nel derby ha convinto l'ambiente della Roma che questa sia stata una grande stagione, al punto che Garcia dopo due secondi posti potrebbe salutare ed in ogni caso è in discussione. Eppure il problema è soltanto nella percezione: come si fa a svalutare un risultato ottenuto dietro alla squadra finalista in Champions League? Infatti dopo il tempo dei proclami l'ha capito anche l'italianizzato (in senso deteriore) allenatore francese... La Lazio è probabilmente la squadra che ha giocato il miglior calcio, in rapporto al valore dei singoli, ma stava perdendo tutto, dalla Coppa Italia al preliminare di Champions, e Lotito è a metà del guado: spendere soldi veri, anzi verissimi, per essere competitivo in Champions o limitarsi ad un onesto trading confidando nella mediocrità della serie A? La Fiorentina darà probabilmente l'addio a Montella, nonostante un quarto posto incredibile, un po' perché Montella pretenderebbe al suo quarto anno giocatori da salto di qualità anche a prescindere dagli infortuni e molto perché l'allenatore ha molto mercato e deve sfruttare questa aura di emergente finché dura: poi è tutto da dimostrare che al Napoli o al Milan si piazzerebbe meglio che quarto, ma è un altro discorso. A proposito: il Napoli ha chiuso malissimo una stagione che aveva tante prospettive, stritolato fra il lungo addio di Benitez (premiato con la panchina del Real Madrid, a causa della follia del calcio) e l'insoddisfazione di alcuni giocatori, Higuain su tutti, per l'Champions sfumata (il vero jolly era l'Europa League). L'Inter è arrivata a ottava ma a gennaio in società si parlava di sogno Champions: quelle di Thohir erano aspettative esagerate, ma rimane il fatto che Mancini così come Benitez al Napoli abbia ottenuto risultati inferiori a quelli del vituperato Mazzarri. Il problema del Milan non è tanto il decimo posto, quanto una rosa di qualità medio-bassa, che forse  Ancelotti avrebbe potuto traghettare, con molto ottimismo, verso un quinto posto, mentre un allenatore esordiente come Inzaghi ci si è forse bruciato la carriera (anche per sue colpe). Possono essere soddisfatte Genoa e Sampdoria, ma con tutto il rispetto non rientrano nel famoso 85% che interessa agli italiani e per cui si combattono battaglie politico-televisive: stiamo parlando infatti di sentimento diffuso, non di singole realtà che hanno fatto bene. E fra quelle che hanno fatto male, visto il suo passato anche europeo, menzione d'onore per l'Udinese che avrà anche scopi diversi dal risultato sportivo ma che non può comunque con i giocatori che ha arrivare quintultima. Conclusione? L'inseguimento alla Juventus ci sembra che stia proseguendo, Lazio a parte, con colpi estemporanei o cambi di rotta che azzerano il lavoro fatto finora. Il problema non è che manchino i soldi per Neymar, ma che quasi nessuno abbia idea almeno di cosa vorrebbe essere l'anno prossimo. Twitter @StefanoOlivari