Calcio

Eurorivali: Siviglia, l’anti-Fiorentina

Tre edizioni vinte e tutte in epoca recente: il Siviglia in Europa League (o Coppa Uefa) è di casa, essendo la squadra che l’ha vinta più volte, al pari di Juventus, Liverpool e Inter. Gli andalusi hanno cominciato a vincere il trofeo solo negli anni Duemila, ma hanno fatto presto a recuperare il tempo perduto: erano ancora a quota zero, quando le altre squadre con cui detiene il record erano già a tre. Il primo successo è datato 2005-06, sotto la guida di Juande Ramos: a Eindhoven, il sorprendente Middlesbrough di Steve McLaren venne spazzato via con un tranciante 4-0, dove spiccò la doppietta di Enzo Maresca. L’anno seguente, ancora con la gestione Ramos, il bis con la vittoria ai rigori nel derby iberico contro l’Espanyol, dopo l’1-1 dei novanta minuti e il 2-2 dei supplementari (con l’ultimo penalty trasformato da Antonio Puerta, che morirà appena tre mesi più tardi per un arresto cardiaco). Infine, il successo della scorsa edizione, con la vittoria allo Juventus Stadium, di nuovo dal dischetto, contro il Benfica di Jorge Jesus. Unai Emery tenterà di emulare Juande Ramos, piazzando un bis che staccherebbe il Siviglia nell’albo d’oro del trofeo e che lo renderebbe il primo team capace di vincere consecutivamente due edizioni, in due occasioni distinte. Emery, il cui nome è associato spesso alle più grandi panchine europee, adotta come modulo di gioco il 4-2-3-1: tra i pali, contro i viola non vedremo Beto ma il giovane Rico, classe 1993: Rico ha ben figurato quando Beto era out per infortunio e quando il titolare è rientrato non è parso al top della forma, motivo per cui si è assistito a un cambio della guardia. Davanti a lui, agirà la linea a quattro, priva del titolare Pareja e composta da Coke, il portoghese Carriço e i francesi Kolodziejczak e Trémoulinas. In mediana, spazio al polacco Krychowiak (che dovrà fare attenzione alle accelerazioni fiorentine, visto che è molto avvezzo ai cartellini), e a al camerunese M’Bia, che per la sua corsa e la sua capacità di recuperar palloni, dovrebbe venir preferito all’argentino Banega; sulla trequarti, prenderà posto la qualità del trio tutto spagnolo formato da Vidal, Iborra e Vitolo, con Banega anche in questo caso pronto a soffiare la maglia a uno dei titolari (Iborra è l’indiziato numero 1); in avanti, il colombiano Carlos Bacca, capocannoniere e uomo-chiave della squadra, già autore di venti gol nella Liga in corso. Sbaglia chi si attende una squadra improntata sul possesso palla: gli andalusi preferiscono invece giocare in verticale e sfruttare gli spazi dei giocatori, bravi a muoversi senza palla. Il che può essere positivo per la Fiorentina, che potrà invece puntare sul mantenimento del pallone, come piace a Vincenzo Montella. Sarà piacevole vedere la sfida sulle corsie, dove entrambe hanno giocatori di spinta (lo stesso Coke è un terzino che ama andare in avanti). In casa, il Siviglia detta legge, e poco conta il k.o. subito proprio cinque giorni fa tra le mura amiche contro il Real Madrid. Quello infatti è l’unico stop interno di tutta la stagione. In Europa, tutti, anche avversari di prestigio, si sono dovuti arrendere al Sánchez Pizjuán: Feyenoord, Standard Liegi, Rijeka, Borussia Mönchengladbach, Villarreal e Zenit San Pietroburgo. Montella andrà a giocarsi l’accesso alla finale, che alla Fiorentina sfuggì all’altezza delle semifinali nel 2008, in uno stadio praticamente inespugnabile: buono in questo senso avere il match di ritorno al Franchi. Ma anche il curriculum europeo della Fiorentina è di tutto rispetto, e non c’è dubbio che il blasone degli avversari fatti fuori (ricordiamo che i viola hanno eliminato Tottenham, Roma e Dinamo Kiev), unito al fatto che in campo scenderanno i campioni in carica, renderà questa semifinale la più appetibile delle due. Giovanni Del Bianco @g_delbianco