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Addio Antonini

Stefano Olivari
Pubblicato il 13 gennaio 2026, 09:50 (Aggiornato il 13 gennaio 2026, 10:03)
Trapani Shark buttata fuori dalla Serie A proprio alla fine del girone di andata, per una decisione del Giudice Sportivo inevitabile dal punto di vista appunto sportivo, per evitare farse come quella di Champions e quella contro Trento, ma meritevole di una riflessione che vada al di là della figura del sedicente 'King' Valerio Antonini. Un aspetto della vicenda supera tutti gli insieme: il patron, per esprimersi nel gergo di una volta perché questa sembra una storia di una volta, aveva finito i soidi o comunque (cosa più probabile) non voleva più metterli nella pallacanestro, oltre che nel calcio dove il Trapani sta vivendo una situazione in parte simile.
Diversamente Repesa non sarebbe fuggito da una squadra che con lui aveva iniziato la Serie A con un record di 8-1 (sarebbe poi diventato 10-1) e che al di là della classifica era la terza forza della pallacanestro italiana dietro all'Olimpia Milano e alla Virtus Bologna, con ambizione di diventare la prima. Sommando il valore individuale dei giocatori, da Bologna non era poi così lontana... Una fuga seguita da quella di Alibegovic e dalle partenze più o meno concordate di quesi tutti gli altri, fino allo svincolo attuale.
Insomma, le pendenze fiscali, oggettive, e la vicenda del mancato 'sei più sei' che aveva portato a 50.000 euro di multa a partita, sono state un di più rispetto al sostanziale disimpegno di Antonini che, ricordiamo, questa squadra l'aveva fondata due anni fa smarcandosi dalla 'vecchia' Trapani, facendo la A2 con il diritto della Stella Azzurra Roma, ottenendo la promozione e diventando subito protagonista in A. Un chiaro trampolino per il suo sbarco a Roma perché fino alla scorsa primavera Antonini era graditissimo a Petrucci, che vedeva in lui l'uomo che avrebbe riportato una squadra di Serie A ambiziosa nella Capitale, magari con Pozzecco allenatore. Poi tante novità, non ultima l'ipotetica franchigia romana della fantomatica NBA Europe, hanno fatto salire di livello il progetto, non più una cosa da Antonini e meno che mai da un Antonini scaricato da Petrucci. Alla fine Roma avrà la sua Serie A diretta, o acquistando un diritto (con la FIP che quindi cambierà il suo orientamento in materia) o con un provvedimento speciale unito all'allargamento a 18 squadre, mentre ad Antonini rimarranno le sue battaglie presso la giustizia ordinaria.
Ma sarebbe sbagliato addossare tutte le colpe dell'accaduto a un personaggio che, pur sopra le righe anche per gli standard dello sport, non è minimamanete apparentabile a un Mimmo Barbaro 2.0., come sistenuto da tanto mainstream e anche da molti della parrocchietta. Perché Antonini magari si era stancato di Trapani, togliamo pur il 'magari', ma il no della FIP al 'cinque più cinque' e addirittura ad Alex Latini capoallenatore ufficiale, su ispirazione della Lega di Gherardini che da questa storia esce malissimo, ha creato la premessa per il disfacimento totale della squadra. Godono le squadre da zona retrocessione, che vedono dimezzarsi il rischio di scendere in A2, e sono indifferenti le grandi, mentre la classe media può continuare a vivacchiare.
stefano@indiscreto.net
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