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Il finale di Gallinari

Il finale di Gallinari

Lo sportivo italiano più pagato di sempre è passato dagli Washington Wizards ad un'altra squadra pessima, i Detrot Pistons. Ma qualche possibilità di arrivare al primo titolo in carriera ancora ce l'ha...

Stefano Olivari

17 gennaio

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Difficile che i Detroit Pistons tolgano a Danilo Gallinari l’etichetta di perdente di successo, visto che sono la peggiore squadra della NBA attuale: 4 vittorie e 36 sconfitte, mentre stiamo scrivendo queste righe. Gallinari ci è arrivato dagli Washington Wizards, che peraltro sono la seconda peggiore della lega (7-32), nel quadro di uno scambio che ha portato a Detroit anche Mike Muscala e agli Wizards Marvin Bagley, Isaiah Livers e due seconde scelte future. Insomma, aggiustamenti con poca prospettiva sportiva, in particolare per il trentacinquenne (36 il prossimo agosto, durante le molto ipotetiche Olimpiadi dell’Italia) Gallinari. Fra l’altro fermo da tre settimane per un problema alla schiena e che potrebbe anche giocare zero partite con i Pistons, trovando un accordo per il buyout (l’attuale contratto è da 6.802.950 dollari) e rimettendosi sul mercato come free agent sperando in una squadra da titolo. Come erano, del resto, i Celtics del 2022 che però Gallinari in campo non lo hanno visto mai, dopo l’infortunio con la Nazionale di Pozzecco.

Insomma, magari il finale di carriera farà alzare a Gallinari un trofeo, cosa che finora non gli è mai capitata: all’Olimpia Milano, nelle 6 squadre (Knicks, Nuggets, Clippers, Thunder, Hawks e Wizards, i Pistons sarebbero la settima) NBA dove ha giocato almeno un minuto, in Nazionale dove nell’era sua, ma anche di Bargnani e Belinelli mai gli azzurri sono arrivati fra le prime quattro di una qualsiasi manifestazione. Più facile che accada con il sempre ipotizzato (nelle interviste) ritorno a Milano che nella sua sedicesima stagione NBA, anche se il tempo passa e nell’Eurolega di oggi Gallinari non sposterebbe tantissimo.

In ogni caso forse soltanto Sinner, e fra molto tempo, gli toglierà il titolo di sportivo italiano più pagato di sempre visto, stimando per difetto in 250 milioni di dollari il suo patrimonio (203.967.764 soltanto gli ingaggi ufficiali NBA), e al di là della retorica non crediamo che un anello vinto da gregario possa cambiare il giudizio sulla carriera di Gallinari. Limitata da infortuni legati alla sua struttura fisica, al di là dei due più gravi e cioè quelli al legamento crociato. E anche da scelte sbagliate (certo non finanziariamente), quando ha potuto scegliere, andando in team buoni ma senza margini per arrivare in fondo. Di sicuro ha disputato buone stagioni a Nuggets, ai Clippers, ai Thunder ed anche agli Hawks quando era già in declino, soprattutto nella fase difensiva, ma si può senz'altro dire che la sua fama e i suoi guadagni hanno di molto superato ciò che ha fatto sul campo.

Cosa potrebbe fare il Gallinari attuale per Milano e per l’Italia? Per Milano il lungo, forse per le logiche di Eurolega addirittura il 5 visto che spesso lo sta facendo Melli. Per l’Italia, con Pozzecco che al di là dell’ufficialità non è un suo superfan, un terminale offensivo (in certe stagioni ha tirato con oltre il 40% di percentuale da tre punti, da distanza ovviamente NBA) molto importante che non costringa in certi frangenti al Fontecchio contro tutti. Siamo alla fine, ma non è ancora finita.

stefano@indiscreto.net

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