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La Lituania fra Pozzecco e le Olimpiadi© Getty Images

La Lituania fra Pozzecco e le Olimpiadi

L'Italia disputerà in Portorico il suo torneo di qualificazione il prossimo luglio, con una grande avversaria che probabilmente sarà al completo...

Stefano Olivari

28 novembre

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Fra l’Italia della pallacanestro e le Olimpiadi di Parigi c’è la Lituania. Viene da dire ‘soltanto la Lituania’, perché il sorteggio dei quattro tornei preolimpici che a inizio luglio qualificheranno le quattro vincenti ha dato agli azzurri di Pozzecco una ‘grande’ giocabile, per quanto sulla carta più forte dell’Italia. Che andrà quindi in Portorico in un girone a tre contro i padroni di casa ed il Bahrein, girone che qualificherà le prime due alle semifinali, quindi Italia e Portorico: si spera in quest’ordine anche se Portorico è una squadra piena di talento che al preolimpico avrà, diversamente rispetto al Mondiale, anche Alvarado (New Orleans Pelicans) e Strawther (Denver Nuggets). Nelle semifinali incrocio con l’altro gironcino che qualificherà Lituania e una fra Costa d’Avorio e Messico, squadre abbastanza vicine nei valori visto il recente declino della pallacanestro messicana. Comunque è evidente la differenza con il torneo di Atene che lascerà a casa due fra Grecia, Slovenia e Croazia, mentre a Valencia dovrebbe passare la Spagna e a Riga una fra Lettonia e Brasile, sempre con l’asterisco dello ‘straniero’ che potrebbe sparigliare le carte.

Tornando a noi e per farla breve: battere Portorico nel girone per trovare la Lituania soltanto nella finale del 7 luglio. Chiedendosi già adesso quale Lituania, senza andare a rivangare i precedenti storici, quasi tutti negativi per l’Italia tranne il più importante, cioè la semifinale olimpica del 2004 quando la squadra di Recalcati fece l’impresa, conquistando un argento (finale persa con l'Argentina di Ginobili e Scola) che a tutt’oggi è l’ultima medaglia dell’Italia in un grande torneo (oltre che l’ultimo piazzamento fra le prime quattro), una statistica che fa sempre impressione visto che per buona parte dell'ultimo ventennio ci sono state le migliori versioni di Bargnani, Gallinari e Belinelli, senza elencare tutti gli altri della generazione dei presunti fenomeni.

La Lituania, dunque, che sarà quella al recente Mondiale ha spiegato basket, asfaltando la Grecia e battendo anche gli Stati Uniti nella seconda fase, prima di arrendersi nei quarti alla Serbia. Una squadra che non aveva la sua stella, cioè Domantas Sabonis, che nei Sacramento Kings sta continuando la sua ottima carriera NBA, e dove mancavano anche Grigonis (Panathinaikos), Giedratis (Stella Rossa Belgrado), Lekavicius (Zalgiris Kaunas) e Ulanovas (anche lui Zalgiris). Un ottimo Mondiale hanno giocato Valanciunas (Pelicans), Brazdeikis (Olympiacos) e Jokubaitis, pur facendo e disfacendo come nel Barcellona. Una squadra molto profonda (non abbiamo citato Kuzminskas e Bendzius) ed equilibrata nelle due fasi, per certi versi meno Lituania rispetto al passato e al luogo comune. Facile pensare che vedremo l’Italia del Mondiale più Gallinari, all’ultimo urrah azzurro a 36 anni, difficile essere ottimisti anche se nel 2021 le prospettive di Sacchetti prima di Belgrado erano peggiori.

stefano@indiscreto.net

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