La Virtus di Banchi

Dopo il clamoroso esonero di qualche giorno fa il club di Zanetti ha ingaggiato e presentato il miglior allenatore del Mondiale. Cosa è successo e cose succederà nella squadra bolognese...

La Virtus di Banchi
© Getty Images

Stefano OlivariStefano Olivari

Pubblicato il 19 settembre 2023, 01:11 (Aggiornato il 19 settembre 2023, 02:10)

Con tutto il rispetto per Mirotic l’esonero di Sergio Scariolo dalla guida della Virtus Bologna è la notizia di mercato più clamorosa dell’estate italiana di club, visto che ancora non è stata disputata una sola partita ufficiale. Il commissario tecnico della Spagna ha pagato lo scarso entusiasmo nei confronti del mercato di Baraldi e Ronci, non tanto per i singoli nomi quanto per il budget 2023-24 a suo e non soltanto suo avviso indicativo di un ridimensionamento, in attesa di una cessione.

Concetti già espressi a fine giugno dopop la finale scudetto persa con l'Olimpia Milano, magari senza condirli con battute ironiche come quella su Milutinov, e che a scoppio molto ritardato hanno provocato l’irritazione del patron Zanetti, come ha confermato lui stesso poco fa durante la presentazione di Luca Banchi: essere considerato come uno straccione, traduciamo dallo zanettese, non piace a nessuno ma in particolare non piace ai ricchi e a chi nella Virtus ha pompato decine di milioni, sopravvivendo al lockdown e riportandola in Eurolega. Non è stato gradito nemmeno il fatto che Scariolo già prima (e durante…) le finali scudetto si stesse apparecchiando un futuro lontano dalla Virtus, con i colloqui per tornare ai Raptors dalla porta principale, come head coach, più segnali lanciati a mezza Europa (soprattutto al Real Madrid), e che la sua permanenza sia sembrata alla fine un ripiego. Fra l'altro non sembravano al massimo i rapporti di Scariolo comn Belinelli e Hackett, senza dimenticare il caso Lundberg, con il danese da fuori rosa a reintegrato con Banchi.

Dopo la brillante vittoria del 2022 in Eurocup, base del ritorno in Eurolega, Scariolo ha fatto bene ma in Italia ha aggiunto soltanto una Supercoppa a quella già vinta poco dopo il suo arrivo, e se in campionato ha perso in finale con l’Olimpia non così è andata in Coppa Italia con le sconfitte con Sassari in semifinale e l’anno dopo con Brescia in finale. Pensando anche all’Eurolega, si può dire che Scariolo alla Virtus abbia fatto poco più del suo. E Banchi, per la sua storia e non solo per il clamoroso Mondiale con la Lettonia, non è un passo indietro. Certo è che con il secondo e ridimensionato budget d’Italia, a detta di Zanetti imposto dall’Eurolega (pare sia sui 22 milioni a stagione), è difficile tenere il passo dell'Olimpia. Mentre in Eurolega già l'anno scorzo la Virtus aveva un potenziale da playoff, che invece non ha visto nemmeno con il binocolo, come del resto la squadra di Messina. 

Come sarà la Virtus di Banchi? Ormai senza Teodosic e Weems, accasatisi alla Stella Rossa e a Tortona. Il discorso 'giocatori finiti' fatto da Scariolo a Zanetti non poteva però riguardare Mannion, Jaiteh, Ojeleye e Camara, eppure non ci sono più nemmeno loro. Fra gli arrivi interessanti Dobric, uno dei migliori della Serbia al Mondiale, Jaleen Smith che negli ultimi anni è stato fra i migliori della Bundesliga, ed ovviamente un Polonara da ricostruire. Chi rimane, dallo scontento Shengelia a Mickey a tutti gli altri, Hackett, Belinelli, Pajola, Cordinier, a questo punto anche Lundberg, è da corsa. Per lo scudetto Banchi dovrà comunque metterci molto del suo: questo terzo scudetto, dopo quelli vinti con Siena a fine clclo (revocato) e Milano all'inizio, sarebbe il più pesante. 

stefano@indiscreto.net

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