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Un'altra impresa con la Serbia© LAPRESSE

Un'altra impresa con la Serbia

L'Italia comincia la seconda fase del Mondiale contro una delle squadre più forti del torneo, contro cui negli anni scorsi è stata capace di esaltarsi. Ma per ciò che si è visto finora nelle Filippine la distanza è enorme...

Stefano Olivari

30 agosto

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Un’altra impresa contro la Serbia, venerdì mattina alle 10 ora italiana: all’Italia serve questo. La terza impresa in tre anni, dopo quella al preolimpico di Belgrado con Sacchetti in panchina e quella negli ottavi di finale degli Europei, con espulsione di Pozzecco ma anche partita della vita di Spissu, senza dimenticare cosa fecero Fontecchio, Melli e Polonara contro Jokic e Micic, al Mondiale assenti.

La cavalcata con le Filippine, una volta annullato Clarkson dalla staffetta Tonut-Pajola, non ha fatto dimenticare la sconfitta contro la Repubblica Dominicana. Non per i suoi evidenti effetti concreti, ma per un ‘dopo’ che ha mostrato un Pozzecco poco tranquillo, anche a mente fredda, un Pozzecco che si è inventato inesistenti nemici mediatici (chi mai ha criticato l’impegno degli azzurri? Se c’è una cosa che non è mancata è proprio l’impegno) ma che non essendo Mourinho ha fatto fatica a sostenere la parte. Imbarazzanti le parole biascicate su Petrucci che lo ha trattato come un figlio (il Poz ha 51 anni). Assurdo comunque pretendere che Pozzecco sia qualcosa di diverso da Pozzecco, è sulla panchina della Nazionale proprio per la sua carica emotiva e perché i giocatori lo percepiscono come uno di loro: certo non il coach-padre dei film americani ma un compagno più anziano che li motiva, quando ci riesce.

Per questo la speranza è accesa anche contro una Serbia che ha passeggiato con Cina, Porto Rico e Sud Sudan, con un Bogdanovic stellare. Nel girone della seconda fase tutti si portano i punti della prima fase, quindi ci sono combinazioni di risultati che permettono all’Italia di sperare anche perdendo con la squadra di Pesic. Se, per ipotesi, venerdì gli azzurri perdessero contro la Serbia e Porto Rico battesse la Repubblica Domicana, e domenica la Serbia battesse i domninicani e l’Italia lo facesse con Portorico, ci sarebbero dietro ai serbi tre squadre a pari punti, con il passaggio ai quarti come seconda che sarebbe decretato dalla differenza punti negli scontri diretti. E avendo perso contro i dominicani di 5 l’Italia non sarebbe messa male. Stiamo parlando di risultati possibili, non di fantabasket. Poi ai quarti ci sarebbero gli Stati Uniti di Kerr e di un Banchero non proprio al centro del progetto, anche se nei relativamente pochi minuti giocati (16 di media a partita) ha secondo noi fatto molto bene. Un Team USA con pochi nomi da pubblico generalista, ma molto kerriano e quindi dinamico, con lunghi come Portis e Kessler in fondo alle rotazioni e la squadra nella sostanza in mano alle guardie, da Edwards in giù, con giocatori di super-energia come Hart a marcare la differenza con il resto del mondo.

Ma prima delle ipotesi e di questo improbabilissimo quarto di finale con gli Stati Uniti c’è la realtà, che dice che dopo la prima fase del Mondiale si può fare un bilancio che vada al di là del nostro orticello. La grande sorpresa è venuta del gruppo H, quello di un Canada davvero in palla, trascinato da Gilgeous-Alexander, e dell’eroica Lettonia di Luca Banchi che ha buttato fuori dal torneo una Francia tutt’altro che sperimentale, nonostante fosse già qualificata per le Olimpiadi: mancava Wembanyama, ma tutti gli altri, da Fournier a Yabusele a Gobert c’erano, compreso un De Colo che nello scontro diretto si è fatto espellere: finora la partita del torneo, insieme a Porto Rico-Sud Sudan. Malissimo, oltre l’immaginabile, la Cina di Sasha Djordjevic, in affanno ma qualificata la Grecia senza Antetokounmpo, e per il resto poche vere novità. In chiave olimpica italiana nemmeno il difficilissimo passaggio ai quarti potrebbe bastare, visto che per i 2 posti diretti dell’Europa sono ancora in pista 10 squadre, fra cui Serbia e Spagna. Ma abbiamo ancora due mattine magiche (anche domenica con Porto Rico si gioca alle 10) da vivere, non roviniamole prima del tempo.

stefano@indiscreto.net

 

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