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I pretoriani di De Raffaele

I pretoriani di De Raffaele

Guerin Basket dopo Gara 1 dei quarti di finale dei playoff: il colpo di Venezia a Tortona, le vittorie di Milano, Bologna e Brescia...

Redazione

17 maggio

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Si è chiusa la prima giornata dei playoff del campionato di basket di Serie A con le tre vittorie casalinghe di Bologna, Milano e Brescia (rispettivamente contro Pesaro, Reggio Emilia e Sassari) e l’unica vittoria in trasferta di Venezia sul campo di Tortona. La squadra di De Raffaele è apparsa compatta e concentrata con i pretoriani Bramos, Watt e Theodore assieme all’ex ragazzo prodigio Tonut (54 punti in 4 sui 77 complessivi) a dettare il ritmo, impegnati a non far rimpiangere l’assenza di Austin Daye (nemmeno in panchina) ancora alle prese con gli ormai cronici problemi alla schiena. Per Tortona un esordio difficile ai playoff, con un avversario spinosissimo, con Macura con le polveri bagnate, Daum poco concreto, Sanders impalpabile e i soli Cain e Wright a superare la sufficienza. Per Ramondino l’occasione di rompere il ghiaccio, e il vantaggio di non avere niente da perdere, avendo già fatto molto di più di quello che ci si aspettava. Per De Raffaele, una buona risposta dai propri giocatori, capaci per l’ennesima volta, di raccogliersi attorno al proprio coach e di supplire con l’esperienza a un roster forse un po’ corto per arrivare alle 5 partite.

Milano ancora priva di Melli e Delaney riesce ad avere la meglio su Reggio Emilia, come sempre molto attenta in difesa e guidata in attacco da un ispiratissimo e per niente emozionato Cinciarini, secondo miglior marcatore dei suoi con 17 punti e, neanche a dirlo, assistman con 10 passaggi vincenti forniti ai suoi compagni. L’Olimpia, guidata da un instancabile Rodriguez, trova due prestazioni maiuscole di Shields e Bentil e un utilissimo Datome, poco preciso dall’arco ma capace di dare ordine e procurarsi falli. Buona anche la prestazione di Hall capace di servire 6 assist e segnare 11 punti. Caja (dato già per tagliato nonostante la qualificazione ai playoff e a prescindere dal risultato che otterrà con la squadra) prima della partita aveva parlato di una sfida che solo un folle avrebbe pensato di poter vincere, poi il campo ha mostrato una squadra compatta e quadrata, capace di fare il suo e di non soffrire di timori reverenziali, segnando 82 punti al Forum. Un cliente davvero spinoso per Messina, che in questi playoff deve ritrovare la squadra arrivata stremata a un passo dalle Final Four di Eurolega, senza potersi permettere passi falsi, sperando con il tempo di recuperare gli assenti e sfruttare quindi l’enorme qualità della sua panchina.

Vince senza stravincere (come molti invece si aspettavano) Bologna contro Pesaro, in una serie che definire chiusa è ancora poco. Bene Belinelli e Shengelia (fino all’infortunio), supportati da Cordinier, Weems e Jaiteh, poco produttivo il reparto dei play che, contrariamente al potenziale in possesso, si ferma a 8 punti complessivi. Pesaro si affida alla regia di Moretti, perde una partita che non riesce mai a condurre ma che, d’altra parte, non si lascia mai sfilare del tutto. Molto buona la prestazione di Sanford, Jones, e per gli italiani Moretti e Tambone. Male Delfino, praticamente fuori dal gioco. Per Banchi la consapevolezza che anche un tre a zero, su questa falsariga, non sarà disonorevole, per coach Scariolo invece l’esigenza di integrare nei giochi Alibegovic fino al rientro di Shengelia, e rendere più produttivo in attacco il reparto dei play, finora impegnati “solo” a calibrare il gioco, servendo palloni per i compagni di squadra, alla continua ricerca (cosa insolita in questa serie A) di un mismatch favorevole per l’uno contro uno e (cosa davvero unica) di un gioco spalle a canestro. Il tutto in un momento in cui le sirene di mercato in chiave Eurolega e dei summer camp NBA sembrano distrarre più di un giocatore dalla serie.

Partita corsa più che giocata, quella vinta da Brescia contro Sassari, con due squadre che a tratti si sono impegnate più a mettere pressione sulla palla che a giocare e che hanno cercato di vincere segnando più dell’avversario. Per Brescia prestazione mostruosa di Mitrou-Long e Della Valle, alla continua ricerca del tiro da fuori, supportati da Laquintana e Brown, molto dinamico. Falloso Burns, fuori con soli 14 minuti di gioco, e poco produttivo Gabriel. Per Sassari benissimo l’asse play-pivot (solo sulla carta, visto che non si sono mai cercati) Logan e Bilan (44 punti in due, equamente divisi), e buone le prove di Bendzius e Burnell. Poco impattante Gentile e appena sopra la sufficienza Robinson. Magro si gode la sua macchina da corsa. L’innesto di Brown è stato subito produttivo e Della Valle (confermato anche per la prossima stagione) è ormai leader in campo. Un segnale di attenzione potrebbe però venire dall’incapacità di contrastare Bilan nel gioco vicino a canestro e nel non avere una forte alternativa al tiro da 3 a transizione completata. Bucchi deve obbligatoriamente avere qualcosa in più da Kruslin, Gentile e Robinson, trasformando la pressione sul pallone in difesa aggressiva (suo marchio di fabbrica), e forse insistere di più sui cambi di ritmo, rifiutando il gioco a campo aperto per far rifiatare i lunghi e caricare la difesa avversaria di falli. 97 punti fuori casa e partita persa sembrano comunque più una occasione persa che una vittoria sfiorata.

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