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Fine di Basket City

Fine di Basket City

Il punto sulla pallacanestro italiana dopo la ventinovesima giornata di Serie A: la retrocessione della Fortitudo, la passione di Bologna, gli esoneri di Varese, la panchina corta di Messina e la Brescia di Brown.

Redazione

2 maggio

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La ventinovesima giornata di campionato va in archivio con la retrocessione della Fortitudo, che cade in casa contro Napoli, in uno scontro salvezza molto emozionante per la posta in palio, molto meno per il gioco espresso. Male entrambe le squadre al tiro, in particolar modo dalla lunga distanza (ma anche ai liberi), e nella costruzione del gioco, con Napoli che ha provato qualche volta scappare e Bologna che è riuscita più volte a ricucire, fino ai minuti finali in cui Parks, in lotta più contro i propri fantasmi che contro gli avversari, ha catturato i rimbalzi decisivi e segnato i canestri più importanti della partita. Per Martino e i suoi l’amarezza di una condanna maturata in casa, davanti al proprio pubblico, perdendo una partita che avrebbe spostato eventuali sentenze all’ultima giornata.
La retrocessione della Fortitudo arriva al termine di una stagione a dir poco travagliata, iniziata con le dimissioni di
Repesa, un andirivieni continuo di giocatori, le dimissioni poi rientrate del presidente Pavani e poi un continuo susseguirsi di voci mai smentite su problemi societari, dilazionamenti del pagamento degli importi erariali, giocatori liberati dal contratto e approdati in altre squadre, altri (come Benzing) dati per sicuri partenti e poi trattenuti. Un caos che solo grazie a un campionato livellato verso il basso come l’attuale serie A non si è trasformato in una caduta in avvitamento, prolungando le speranze dei tifosi e l’agonia sportiva fino alla penultima di campionato.
Allo stesso modo, finisce il tentativo di rinverdire i fasti di Basket City: in una situazione in cui la Virtus mette in campo grandi investimenti e all’orizzonte ambiziosi progetti, richiamando l’interesse di pubblico e media, la Fortitudo torna in A2, anche, per poca disponibilità economica, a testimoniare che addirittura a Bologna, nonostante impianti disponibili e tifosi affezionatissimi, non c’è posto per due squadre in A. E forse neanche per una, se il proprietario non è un patron vecchia maniera, disposto a rimetterci (e molto) del suo per avere una squadra di vertice da far brillare in altri palcoscenici europei e che difficilmente si accontenterà di continuare a vederla giocare nell’anticamera del basket che conta.
Tra le squadre salve, anche Varese, sempre più nelle mani di Luis Scola, che quest’anno ha avuto il record di allenatori cambiati durante la stagione con Vertemati, esonerato per Roijakkers, esonerato per Serravalli, e una partita con la squadra affidata a Ferrero, nella veste di capitano-giocatore, come nella migliore tradizione delle minors. Proprio a proposito dell’esonero di Roijakkers il patron Bulgheroni ha rilasciato una dichiarazione in cui ha parlato di conseguenze di un comportamento umano non giustificabile dell'allenatore, cui sarebbe “scoppiata la testa”, senza aggiungere altro per non rovinargli la carriera. Più o meno le stesse dichiarazioni avute in passato per Caja (che però, scaduto il contratto con Varese, buona parte le ha mandate indietro), un “meglio che non dico” nascosto dietro la tutela della controparte, che invece finisce, lasciando tutto alle conclusioni e all’immaginazione di chi ascolta, per fare ancora più danni.
Importante la vittoria su Brindisi di Milano, arrivata a questo finale di campionato, logorata dalle molte partite giocate, falcidiata dagli infortuni e fiaccata dal mancato accesso alle Final Four di Eurolega, nella quale Messina ha dovuto spremere il meglio da chi aveva a disposizione. Probabilmente il problema è stato proprio questo, in una squadra da anni abituata a rimpiazzare prontamente infortunati o giocatori da far maturare, arrivata nel momento topico della stagione senza alcuni giocatori chiave e senza possibilità di sostituirli. Messina ha dovuto mettere in campo quello che aveva, trovandosi, incredibile a dirsi, a corto di uomini..
Unico verdetto rimasto ancora aperto per l’ultima giornata di campionato, quello dell’ottavo posto in griglia playoff, non ancora assegnato, con Pesaro e Trieste a contenderselo nell’ultima giornata. Ultima giornata che permetterà di misurare la vera forza di Brescia, fresca dell’inserimento in roster di John Brown III, unico rinforzo di stagione, attesa allo scontro con Bologna (sponda Virtus), in un anticipo di playoff tra due delle tre pretendenti al titolo. 

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